Ci sono parole che entrano nel linguaggio comune da un giorno all’altro. Ma come un frutto cade dall’albero solo dopo la maturazione, così queste parole attraversano un processo di affermazione progressivo prima che, un certo giorno, affiorino come un dato di fatto.

Un esempio è il termine “Metaverso”, diventato di uso sempre più comune dopo che Zuckerberg ha fuso le sue creature nella società Meta. Anche in questo caso però la genesi è più lontana, e affonda nella letteratura di fantascienza degli anni ’90. Quando nasce Meta, nel 2021, non si tratta quindi di un nuovo termine, ma del frutto maturo che cade dall’albero.

Come in ogni settore, anche in questo ci sono state persone che hanno seguito la maturazione del frutto, e a cui non è quindi piovuto in testa come moda del momento. Giuseppe Donaldo Nicosia è una di queste persone, un pioniere del Metaverso e della realtà virtuale. Ha studiato ingegneria elettronica al Politecnico di Milano, e poi è stato coinvolto in un progetto molto ambizioso: creare il Metaverso italiano.

“Il metaverso è una simulazione di realtà virtuale – spiega Nicosia sul suo blog – in cui gli utenti possono interagire tra loro e con l’ambiente circostante. Nel metaverso è possibile sperimentare e creare qualsiasi cosa. Ci sono molti mondi diversi da esplorare, e le possibilità sono infinite. Per iniziare? Basta un computer dotato di connessione ad internet”. La sfida è quindi alla portata di tutti. 

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