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Roma, 3 giu – “Non sono opinioni di Zangrillo, sono fatti sotto gli occhi di tutti. Nessuno infatti osa dire che non è vero, gli rimproverano il fatto di averlo detto, che è diverso”. Così il professor Alessandro Meluzzi commenta all’AdnKronos le parole del direttore del reparto di terapia intensiva del San Raffaele di Milano che ha scatenato una accesa polemica per aver detto che il coronavirus clinicamente è scomparso. Concetto su cui oggi il medico è tornato facendo presente che “non ha alcun senso parlare di seconda ondata” del virus. “Il fatto che le rianimazioni siano vuote, che non ci sia gente nei pronto soccorso, che la malattia non abbia espressività in questo momento è un fatto, non un’opinione, con tutto il rispetto per il bravissimo medico che è il dottor Zangrillo”, prosegue Meluzzi. “Qualunque medico di base di buon senso potrebbe dirlo – sottolinea – ma lo avevano già detto i vari De Donno, Caruso, Montaigner…“.

Lo psichiatra punta il dito contro i consulenti del governo e delle big pharma

Per quanto riguarda il polverone suscitato dalle parole di Zangrillo, lo psichiatra punta il dito contro gli esperti schierati con il governo: “Quella non è la ‘comunità scientifica’, chiamarla così è già ideologico. Sono consulenti del governo e delle big pharma, non certo comunità scientifica”. In tal senso, Meluzzi cita gli esempi di Paesi come Israele, Svezia e Svizzera, che non hanno attuato la chiusura totale: “La curva di questi Paesi è stata esattamente identica. Ciò significa che il lockdown ha avuto un significato clinico pressoché nullo e il decorso è lo stesso, come peraltro era prevedibile in tutte le malattie virali”.

“Tutto dipende dall’intelligenza della gente”

Meluzzi sottolinea che in ballo non c’è solo la salute dei cittadini: “Ci sono dei colossali interessi, politici, industriali, sociali, farmacologici. Aveva ragione Carlo Marx quando diceva che è il motore di tutta l’economia”, chiosa. A tal proposito si appella al buon senso degli italiani: “Dipende dall’intelligenza della gente, finché si lascia imbonire dal mainstream, e considera il trio Littizzetto-Burioni-Fazio attendibile, finché li bombardano su Tg1, Tg2, Tg3, è difficile, è come una forma di ipnosi”, conclude lo psichiatra.

Adolfo Spezzaferro

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