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Milano, sgominata banda di rom: aveva compiuto furti per due milioni di euro

by La Redazione
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Milano, 22 mag – Giornata milanese non proprio esaltante per i sostenitori dei rom, sempre numerosi tra i politici di sinistra, i centri sociali, i grandi giornali e le gerarchie ecclesiastiche. Alla terribile notizia del bambino di due anni morto con segni di violenza sul corpo, fatto per cui è stato fermato il padre, nomade di passaporto croato, si è aggiunta quella di un’importante operazione che ha portato allo smantellamento di una banda dedita ai furti in abitazione.

Nove arresti nel campo di via Monte Bisbino

E’ scattato questa mattina all’alba un controllo straordinario nel campo rom di via Monte Bisbino, al confine tra Milano e il comune limitrofo di Baranzate. Un blitz contestualmente al quale le forze dell’ordine hanno individuato due batterie di ladri, che avevano messo a segno una serie di colpi tra il 2017 e il 2018. Impressionante il bottino: oltre due milioni di euro. Così sono finiti in carcere nove galantuomini di etnia rom, alcuni dei quali avevano la propria base nell’insediamento alla periferia del capoluogo lombardo. Tra loro però c’è anche Dalibor Abaz, il cittadino serbo di 32 anni che lo scorso 5 maggio ha partecipato al colpo a casa di Anna Tomasino, l’89enne uccisa nella sua abitazione nel quartiere Monte Sacro, a Roma. L’uomo, che si era costituito ai carabinieri della Capitale, è stato raggiunto dal provvedimento relativo ai furti nel carcere di Rebibbia.

Sequestrato un arsenale

Abaz, detto “Mambo”, era noto nella banda per le sue doti acrobatiche nell’arrampicarsi sulle facciate dei palazzi in cui si trovavano gli appartamenti da svaligiare. Caratteristica del gruppo erano proprio le azioni, portate a termine dopo attenti sopralluoghi degli edifici presi di mira, che prevedevano passaggi attraverso tetti, grondaie e balconi da uno stabile all’altro. Durante le perquisizioni nel campo rom sono stati trovati giubbotti antiproiettile, disturbatori di frequenze, fiamme ossidriche, arnesi da scasso e altri strumenti tipici di quell’attività così ricorrente tra gli appartenenti a una comunità per cui tante anime belle si stracciano le vesti, accusando di razzismo quanti ne denunciano la pericolosità per i nostri concittadini.

Fabio Pasini

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