Il Primato Nazionale mensile in edicola

Milano, 2 set – È morto Philippe Daverio, storico dell’arte e divulgatore culturale, volto noto della tv. Aveva 70 anni ed era da tempo malato, ad annunciare il decesso la regista e direttrice del teatro Franco Parenti Andree Ruth Shammah. “Amico mio… Il tuo silenzio per sempre è un urlo lancinante stamattina”, ha scritto su Instagram. Daverio è deceduto nella notte tra l’1 e il 2 settembre all’Istituto dei tumori di Milano. Francese di Mulhouse (Alsazia), era italiano da parte di padre (il costruttore Napoleone Daverio) e con doppia cittadinanza. Giovane bocconiano, sostenne tutti gli esami senza però laurearsi, aprì la sua prima galleria d’arte nel 1975 e debuttò in tv nel 1999, nel programma di Raitre Art’è. Nel 2000 conduce la trasmissione Art.tù e dal 2002 al 2012 è il protagonista del suo programma più celebre, Passepartout, sempre su Rai3.

Negli anni ’90 assessore della giunta leghista di Milano

Nel 1993 inizia la sua esperienza politica. Daverio, infatti, è per quattro anni assessore alla Cultura, al Tempo libero, all’Educazione e Relazioni internazionali nella giunta leghista del sindaco di Milano Marco Formentini. Nelle amministrative 2009 si candida consigliere provinciale di Milano nella lista civica di Filippo Penati ma non viene eletto. Negli ultimi anni era passato a +Europa di Emma Bonino.

Il ricordo di Sgarbi: “Come fratelli in un mondo di lupi”

La notizia della scomparsa del celebre storico dell’arte ha suscitato il cordoglio del mondo della cultura e della politica, dal sindaco di Milano Sala al governatore lombardo Fontana, dal Pd a FdI: tutti ricordano il grande divulgatore, capace di spiegare l’arte con parole semplici. “La critica d’arte aveva linguaggi indecifrabili e lontani ma Daverio ha avuto questo ruolo di grande narratore, portando l’arte al popolo ed è stato sicuramente il suo tratto più riconoscibile. Siamo stati come fratelli in un mondo di lupi, entrambi abbiamo fatto attività politica ma senza che questa diventasse politica dell’arte. Lui non faceva il politico ma era molto più politico di noi”, Vittorio Sgarbi lo ricorda così all’AdnKronos. La notizia della scomparsa di Daverio è “molto dolorosa – sottolinea Sgarbi – è morto il solo storico dell’arte libero degli ultimi anni, dico il solo se fossi morto anche io“. A legare i due storici dell’arte c’è stata poi l’esperienza comune a Salemi, in Sicilia. Nel 2008 infatti Sgarbi chiamò Daverio nella sua giunta come bibliotecario (esperienza che si concluse in modo negativo per entrambi).

L’attività di gallerista e di docente

Come gallerista – la prima, aperta nel 1975, dedicata all’arte italiana del XX secolo, nel 1986 la seconda, la Philippe Daverio Gallery a New York, sempre rivolta all’arte del XX secolo, e nel 1989 una seconda galleria a Milano in Corso Italia, con uno spazio dedicato all’arte contemporanea – ed editore ha pubblicato una cinquantina di titoli. Diverse anche le sue pubblicazioni scientifiche e quelle divulgative. Daverio ha inoltre svolto attività di docente in diverse università. Nel 2013 ha ricevuto dal presidente della Repubblica, il Cavalierato delle Arti e delle Lettere e la Medaglia d’Oro di benemerenza del ministro per i Beni Culturali. Sempre nel 2013 è stato insignito dal presidente della Repubblica francese della Legion d’Honneur.

Ludovica Colli

3 Commenti

Commenta