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Napoli, 8 ago – L’accoglienza degli immigrati non finisce solo in cortocircuiti pagliacceschi, non è neppure solo un business per chi decide di rendersi complice di questo vergognoso sistema a spese dei cittadini italiani. A volte è un boomerang che qualcuno rischia di vedersi recapitato proprio da chi accoglie a braccia aperte. E’ quanto accaduto a Caivano, in provincia di Napoli, dove 8 immigrati minorenni hanno sequestrano il responsabile di una casa famiglia che li stava ospitando.

I responsabili del gesto sono tutti 17enni africani, originari del Gambia e della Guinea e sono accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione. “Dacci i soldi e i documenti altrimenti diamo fuoco alla casa”, avrebbero infatti intimato gli otto “migranti” al responsabile della struttura che ha visto bene di accoglierli. I minorenni hanno prima bloccato l’ingresso della casa famiglia con alcuni mobili e poi rinchiuso il responsabile della cooperativa nel suo ufficio intimandogli di consegnare loro del denaro sotto minaccia di dare fuoco alla struttura. A salvare il sequestrato sono stati i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Casoria che sono prontamente entrati nella casa famiglia e dopo aver tratto in salvo il responsabile della struttura hanno arrestato gli immigrati minorenni.

I responsabili del sequestro a scopo di estorsione dopo le formalità sono stati accompagnati al centro di prima accoglienza dei Colli aminei di Napoli. Per adesso non si hanno notizie di espulsioni, che in questo caso sarebbero quantomai doverose, siamo però di fronte all’ennesimo crimine da parte dei “migranti” che proprio oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visto bene di paragonare ai lavoratori italiani che morirono in una miniera di carbone a Marcinelle. Un crimine però perpetrato questa volta proprio nei confronti di chi stava ospitando gli immigrati. Chissà se adesso qualche paladino dell’accoglienza a tutti i costi inizierà a riflettere seriamente sui rischi effettivi dell’immigrazione senza freni oppure deciderà comunque di correre il rischio di farsi sequestrare e dare fuoco.

Alessandro Della Guglia

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