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Roma, 8 ago – Alla fine Mattarella ha salvato il governo mettendo a tacere le critiche del ministro delle infrastrutture Graziano Delrio relative al lavoro del suo collega del Viminale Marco Minniti. Domenica Delrio si era scontrato con Minniti, affermando che per risolvere il problema dell’immigrazione la lotta che deve essere condotta non è contro le ong ma contro gli scafisti.

Un chiaro riferimento al codice di condotta chiesto da Minniti, che evidentemente a Delrio e a tutta la sua area pro-invasione non è piaciuto. Ma il ministro dell’Interno, ieri, ha minacciato le sue dimissioni, non partecipando al Consiglio dei Ministri. Un segnale forte, che ha fatto intervenire il presidente della Repubblica, il quale ha manifestato grande apprezzamento per l’operato di Minniti. Lo stesso ha fatto Palazzo Chigi, con il premier Paolo Gentiloni che ha confermato piena fiducia al ministro dell’Interno, sottolineando come il lavoro svolto stia cominciando a portare risultati. Gli sbarchi, infatti, sono in calo. Almeno per ora.

La linea dura sposata da Minniti, quindi, sembra essere più apprezzata rispetto a quella morbida propagandata dalle frange cattocomuniste del governo. E ha avuto la meglio. Esiste infatti una netta spaccatura, all’interno dell’esecutivo, con l’area cattolica del Pd, che chiede sempre e comunque accoglienza per tutti. Va detto che il Partito Democratico, però, proprio sul tema immigrazione sta perdendo consensi e sono sempre di più i sindaci Pd che manifestano la loro indisponibilità ad accogliere gli immigrati. Per recuperare voti, quindi, il governo e il Pd si affidano a Minniti, che ha il duro compito di arrivare a fine legislatura cercando di mettere una toppa sulla questione immigrazione. Tanto che persino Matteo Renzi ha cominciato a dire “aiutiamoli a casa loro”.

Lo scontro sull’appoggio o meno alle organizzazioni non governative non si sta consumando solo al governo tra l’area più strettamente politica e quella cattolica. Anche negli ambienti ecclesiastici le posizioni non sono tutte uguali. E vengono espresse in punta di penna mediante gli editoriali dei due principali quotidiani dei cattolici italiani: l’Osservatore romano e Avvenire. Come fa notare il Giornale, da tempo il quotidiano della Santa sede manifesta la sua cautela nei confronti delle ong, rifiutando il principio che tutto quel che fanno sia giusto, mentre il quotidiano dei Vescovi sembra essere lo sponsor principale dell’accoglienza indiscriminata, e del pieno appoggio a tutte le ong, anche quelle colluse con gli scafisti e i trafficanti di esseri umani. Ma persino il Papa, da sempre a favore dell’invasione, ha cominciato a dire che l’accoglienza va bene ma con prudenza.

Anna Pedri

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