Teheran, 17 giu – Nei prossimi dieci giorni l’Iran supererà il limite di arricchimento dell’uranio indicato nelle disposizioni dell’accordo nucleare con la comunità internazionale. “Abbiamo accelerato il ritmo d’arricchimento dell’uranio, in modo che entro dieci giorni la sua quantità superi i 300 chilogrammi”, ha dichiarato il rappresentante dell’Organizzazione dell’energia atomica iraniana Behrouz Kamalvandi. L’annuncio è un ultimatum per l’Unione europea. Infatti Kamalvandi ha sottolineato che i Paesi Ue hanno ancora tempo per scongiurare la violazione dell’accordo.

Rohani: “Francia e gli altri firmatari possono ancora salvare l’accordo”

Il presidente iraniano Hassan Rohani ha rilasciato una dichiarazione sulla stessa linea. “E’ un momento cruciale: la Francia e le altre parti firmatarie possono ancora unire le forze per poter salvare l’accordo nel più breve tempo possibile”, ha affermato il presidente iraniano in un incontro con l’ambasciatore francese. Secondo Rohani, lo stralcio definitivo dell’accordo non è vantaggioso né per i Paesi del Medio Oriente né per il resto del mondo. “La situazione attuale è molto critica – ha poi aggiunto – e la Francia e gli altri firmatari dellaccordo hanno possibilità molto limitate di svolgere un ruolo storico nel salvare l’accordo. Imporre sanzioni su beni come le medicine e il cibo è disumano e mostra che la guerra economica degli Usa è contro ogni singolo iraniano”. Dal canto suo, l’ambasciatore di Parigi ha riconosciuto che finora “l’Iran ha adempiuto a tutti i suoi obblighi nell’ambito dell’accordo” e assicurato che “la Francia non risparmia alcuno sforzo per proteggere l’intesa, che è sostenuta dalla comunità internazionale”.

Il braccio di ferro con gli Stati Uniti

Il fatto che l’Iran abbia aumentato la produzione di uranio superando di quattro volte il limite è stato segnalato lo scorso maggio. Poco prima le autorità iraniane avevano annunciato ufficialmente la sospensione di una parte dei propri obblighi relativi al programma nucleare nazionale in risposta alle accuse da parte degli Usa di violazioni del piano d’azione globale congiunto di Teheran e al conseguente ritiro unilaterale di Washington dall’accordo raggiunto nel 2015 e al ripristino delle vecchie sanzioni contro l’Iran.

La reazione di Londra: “Valuteremo tutte le opzioni disponibili”

Le parole del portavoce iraniano hanno provocato la reazione del Regno Unito. Il portavoce della premier dimissionaria Theresa May, dopo le forti accuse nei confronti di Teheran dopo l’attacco alle due petroliere nel Golfo dell’Oman, ha fatto sapere di essere “stati chiari nell’esprimere le nostre preoccupazioni. Se l’Iran dovesse cessare di rispettare i suoi impegni, dovremmo valutare tutte le opzioni disponibili”. Parole che rischiano di creare una nuova spaccatura e che rischiano di compromettere i rapporti con i Paesi Ue (che magari è proprio l’obiettivo di Londra in chiave anti europea, in perfetta linea con gli Usa).

Adolfo Spezzaferro

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