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Palermo, 11 set – Orrore puro a Palermo, dove una ragazza è stata violentata da un uoo di origini tunisine nel parcheggio di una discoteca. Secondo il gip l’aguzzino della giovane donna è “incapace di controllare ogni genere di istinti” e i suoi comportamenti sono dettati dalla “impressionante spregiudicatezza”.
Khemais Lausgi, 30enne nato a Palermo da genitori tunisini, è un personaggio noto alle cronache e alle forze dell’ordine, essendo conosciuto come il “re della cocaina allo Zen”, o con il soprannome di Gabriele Alì il Turco. Lo scorso novembre, nella notte tra il 18 e il 19, ha stuprato con la complicità di alcuni suoi amici una palermitana nel parcheggio della discoteca Mob Disco Theatre di Carini. Gli inquirenti, però, sono riusciti a risalire a lui solo nei giorni scorsi, dopo una lunga serie di indagini.
Stando alla ricostruzione dei carabinieri, quella notte di novembre la donna sotto l’effetto di alcool e droga sarebbe stata trascinata in auto e lì sarebbe stata violentata da più persone e poi abbandonata nel parcheggio. Soccorsa da alcuni giovani avrebbe chiesto di essere accompagnata a una festa nella vicina Balestrate nel residence Valle Dorata. Arrivata al residence i suoi amici hanno chiamato i soccorsi e da lì sono partite le indagini.
Lo stupro è stato di una crudezza e una violenza indicibili, tanto che la procura di Palermo, che ha avuto il compito di ricostruire l’accaduto, ha parlato di lesioni dovute ai reiterati tentativi della vittima di sottrarsi alla ripetuta violenza.
I carabinieri hanno passato al setaccio le foto scattate da un fotografo durante la serata in discoteca, le immagini, il racconto della donna e l’analisi delle celle telefoniche, e i vari elementi hanno portato all’arresto di Lausgi. Anche l’analisi del Ris sugli indumenti intimi della donna, insieme alla comparazione tra i genotipi ricavati dalla campionatura biologica ha portato all’identificazione del tunisino, che risiede in via Agesia di Siracusa, nel quartiere Zen di Palermo.
Lausgi è ora indiziato del reato di violenza sessuale, che va ad aggiungersi alla lunga sfilza di reati già commessi in passato. Nel 2015 le Fiamme Gialle hanno sequestrato al tunisino cinque auto, due appartamenti e una villa. Un “impero” da circa 600mila euro che, secondo le accuse della procura di Palermo, era il frutto dei proventi della sua attività di spaccio. Non solo: Lausgi nel 2016 rimase gravemente ferito durante un vero e propri regolamento di conti tra spacciatori locali.
Anna Pedri
 
 
 
 
 

8 Commenti

  1. una volta si sosteneva che da quelle parti la MAFIA avesse il controllo totale del territorio.Mah probabilmente questa è la mafia 2.0 alla saviano,utile solo a far vendere qualche libro in più a qualsiasi “scrittore” sedicente antimafia con relativa concessione di scorta a livello presidenziale.

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