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Brescia, 13 nov – Per poco non abbiamo assistito a un secondo caso Desirée. Ma ciò che è capitato a una ragazza 25enne di Brescia ricorda comunque molto da vicino la tragica vicenda della 16enne di Cisterna di Latina. La giovane bresciana, anche lei dipendente da eroina, è stata rapinata e stuprata per due volte in un magazzino abbandonato da un pusher tunisino. Il misfatto risale al 12 settembre scorso, quando la ragazza si è rivolta allo spacciatore africano per acquistare una dose di droga. L’uomo, però, dapprima le ha sottratto il cellulare e poi l’ha violentata.
Dopo ore di terrore, la ragazza è riuscita a fuggire per poi essere ritrovata in lacrime e con gli abiti stracciati. Soccorsa dal comando della polizia locale di Brescia, la 25enne ha aiutato gli agenti a ricostruire l’identikit del suo aguzzino. L’indagine, conclusasi ieri pomeriggio dopo oltre due mesi, ha portato all’arresto del presunto colpevole. Si tratta di un 46enne tunisino senza fissa dimora. L’uomo è stato dunque raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dal nucleo di Polizia giudiziaria della Locale.
Questa tragedia è venuta alla luce dopo lo stupro e omicidio di Desirée, diventato caso nazionale, e dopo l’agghiacciante vicenda di una 22enne di Ancona: anche lei in cerca di droga, era stata segregata in casa da un 37enne nigeriano. Qui, ridotta in uno stato di schiavitù e sorvegliata da un cane, la donna è stata violentata dal pusher immigrato non meno di 10/15 volte.
Vittoria Fiore

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