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Copenaghen, 18 mar – L’Oms Europa boccia l’idea di un passaporto vaccinale per la Ue e spiega perché non può assolutamente essere la soluzione giusta per tornare a riaprire i confini. Proprio a ridosso dell’annuncio della Commissione Ue di voler far entrare in vigore da giugno una “green card” digitale per facilitare gli spostamenti a vaccinati o comunque Covid-free, la sede europea dell’Organizzazione mondiale della sanità mette in guardia dai rischi di un passaporto così pensato.

Oms Europa: “Non incoraggiamo uso passaporto vaccinale”

Noi incoraggiamo fortemente il fatto che ogni vaccinazione venga accompagnata da una documentazione che sia basata su carta, o preferibilmente digitale. Ed è per questo che l’Organizzazione mondiale della sanità sta lavorando a ‘certificati digitali smart’. Ma questo è qualcosa di diverso da un passaporto“, avverte l’Oms Europa in una nota. “In questa fase non incoraggiamo l’idea che fare il vaccino possa determinare se si può viaggiare a livello internazionale oppure no“. A puntualizzarlo, oggi durante il consueto briefing sulla pandemia, è Hans Kluge, direttore regionale Oms Europa.

Kluge: “Vaccinazione non è requisito per viaggiare, per ragioni etiche e scientifiche”

Rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un “certificato verde digitale”, come quello annunciato da Bruxelles, Kluge spiega che la vaccinazione “non dovrebbe essere un requisito” per stabilire se una persona può viaggiare o meno a livello internazionale.  “Per diverse ragioni – chiarisce -. Prima di tutto la motivazione è etica: c’è una carenza globale di vaccini e questo aumenta l’iniquità. Il secondo motivo è scientifico: noi attualmente non siamo ancora sicuri di quanto duri l’immunità dopo il vaccino“. E questo significa che “paradossalmente tu fai il vaccino e sei protetto ma potresti ancora trasmettere l’infezione”. In giro per la Ue, appunto.

Smallwood: “Incoraggiamo molto azioni per facilitare viaggi ma non il vaccino come passaporto”

A confermare la posizione dell’Oms è anche Catherine Smallwood, che guida il team di risposta alla pandemia per l’Oms Europa. L’esperta spiega di aver guardato ai dettagli dell’iniziativa europea (molto criticata peraltro sulla tutela della privacy) e che si tratta di “mettere insieme i dati di tutta una serie di aspetti, incluso la vaccinazione, ma anche informazioni sierologiche per i guariti da Covid”. “Noi – ribadisce – incoraggiamo molto qualunque azione che possa facilitare i viaggi ed è molto importante questo. Ma rispetto alla possibilità di usare la vaccinazione come ‘passaporto’ la posizione dell’Oms non è cambiata“. Infine la responsabile per le emergenze dell’Oms Europa si è detta preoccupata per l’andamento della pandemia. In particolare “per la situazione epidemiologica nei Balcani, così come in molti altri Paesi dell’Europa centrale“, dove i tassi di ospedalizzazione e di decessi sono tra i più alti del mondo.

Adolfo Spezzaferro

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