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Washington, 13 gen – Contro Donald Trump i dem procedono con l’impeachment, visto che il vicepresidente Usa Mike Pence non intende invocare il XXV Emendamento e rimuovere il presidente  per incapacità. “Non è nell’interesse del Paese o in linea con la Costituzione e invocarlo in questo modo creerebbe un terribile precedente“. E’ la motivazione espressa dal Pence in una lettera indirizzata alla speaker della Camera, la dem Nancy Pelosi.

Il Congresso vota sì alla risoluzione rivolta a Pence, ma il vice di Trump dice no

La lettera del vicepresidente è arrivata mentre in aula era in corso il dibattito proprio sulla risoluzione per chiede al vicepresidente di ricorrere alla Costituzione e rimuovere Trump perché “incapace di eseguire i suoi obblighi”. Il dibattito e il voto sono andati avanti lo stesso: la risoluzione è stata approvata con 223 voti a favore e 205 contrari. Votazione inutile, tuttavia, perché Pence nella lettera ha respinto la richiesta. Il vice di Trump inoltre ha esortato la Pelosi e il Congresso a “evitare azioni che dividerebbero e infiammerebbero ulteriormente la passione del momento“. Un chiaro riferimento all’impeachment, forse da sempre il vero obiettivo dei dem.

I dem puntano all’impeachment per tagliare fuori Trump dalla politica

Va avanti dunque l’iter per il secondo impeachment contro Trump. Se i voti a favore dovessero essere la maggioranza, e il presidente non dovesse dimettersi, l’impeachment prevede l’interdizione dalle cariche pubbliche. Significa quindi che il tycoon non potrebbe ricandidarsi. E’ chiaro quindi che i dem puntano a far fuori Trump dalla politica istituzionale.

Anche tra i repubblicani c’è chi voterà sì all’impeachment

Intanto emerge che anche tra le file dei repubblicani ci sono parlamentari intenzionati a votare sì all’impeachment. Il primo a dare l’annuncio è stato John Katko di New York, seguito da Liz Cheney. La figlia dell’ex vicepresidente Dick Cheney e numero 3 dei repubblicani alla Camera ha accusato Trump di aver “acceso il fiammifero” delle proteste scaturite nell’assalto al Congresso del 6 gennaio. Anche Mitch McConnell, leader dei repubblicani in Senato, ex fedelissimo del presidente, a quanto pare riterrebbe Trump responsabile di offese tali da giustificare l’impeachment. McConnell – riporta il New York Times – giudica l’impeachment come la soluzione migliore per “liberare” il Gop da Trump. Nelle ultime ore McConnell avrebbe avuto contatti anche con il presidente eletto Joe Biden. A quanto pare il prossimo inquilino della Casa Bianca gli avrebbe chiesto se riteneva che il Senato potesse occuparsi della conferma delle sue nomine e al contempo dell’impeachment. McConnell dal canto suo gli avrebbe assicurato una risposta al più presto.

Adolfo Spezzaferro

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