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eurocrackRoma, 7 dic – Mario Draghi, il salvatore. Draghi, l’uomo della provvidenza. Draghi al Quirinale! Mario Draghi, l’ho inventato io! Insomma, altro che Renzi: il vero plebiscito quotidiano fra i clan che in Italia rappresentano gli interessi globali delle “elites ostili”, lo ottiene appunto l’illuminatissimo capo della Bce. Motivo? Semplice e ripetuto fino alla nausea: sono i tassi bassi della Bce e l’appena ribadita opzione di immissione diretta di liquidità (quantitative easing) a tenere l’Europa a galla. Insomma è Mario Draghi a dare linfa al debito pubblico dei Pigs, Italia compresa, rilasciando sul mercato moneta fresca.

Ecco così disinnescata la temuta questione monetaria. C’è la crisi? Gli Italiani non consumano perché senza lavoro? Gli imprenditori si suicidano? Lo Stato svende il proprio patrimonio? Beh, lasciate stare la moneta, è colpa dell’articolo 18, delle pensioni, della burocrazia, dei costi produttivi, delle tasse troppo alte e dell’evasione fiscale generalizzata (tutta italiana e mai immigrata): venghino signori venghino, a cascarci un’altra volta. Liberisti contro keynesiani, sparsi a casaccio su tutto l’arco costituzionale. Eppure, se nelle facoltà di Economia si insegnasse Pound, non il poeta bravo e pazzerello, ma l’economista cazzuto e irriducibile, saremmo tutti consci di un fatto: vecchia o nuova, quella di Draghi è moneta morta, moneta-niente, moneta a usura. Ossia moneta che si forma e si ferma nel circolo vizioso speculazione – austerity – spoliazione. Non un centesimo dei tassi nulli praticati attualmente al sistema bancario arriva sulle tavole degli italiani: non un argine viene costruito, non un ponte dissestato rimesso in piedi, non un posto di lavoro in più viene creato.

La moneta di Mario Draghi serve soltanto a comprare debito di stato controllato, cioè a mantenere i clan italioti nelle posizioni di comando, funzione riscossione – svendita, nel regime di amministrazione controllata impostoci da quelle che Marine Le Pen chiama giustamente “Elites Ostili”. Elites tedesche? Non solo. E’ proprio il commento di uno dei tanti keynesiani sparpagliati a cazzo nella politica italiana a darcene conferma. Candidamente, Renato Brunetta, interviene così nell’ultima puntata di Ballarò: “la crisi non è europea. Gli Usa hanno stampato talmente tanta moneta per ripartire, che questa enorme massa monetaria si è dovuta spostare sull’Europa.” Gongola il professore. Se la ride davanti all’inquadratura. Noi un po’ meno.

Noi che abbiamo studiato Pound, l’economista Pound, sappiamo che quello spostamento di massa monetaria non è un fenomeno naturale da osservare compiaciuti, ma speculazione, usura e morte. Una moneta-niente piombata su di una costruzione politico-economica volutamente edificata senza torrioni e mura difensive, sulla quale Draghi e Gnomi dominano misurando, trimestre per trimestre, il cappio del guinzaglio debitorio. Contando anno dopo anno sulla sempre più matura, finalmente americanizzata, democrazia italiana del voto utile a partecipazione zero.

Giacomo Petrella

 

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