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Roma, 13 feb – Italia Viva vuole lo scontro con il resto della maggioranza giallofucsia. Il partito di Matteo Renzi infatti non intende cedere sulla prescrizione, tanto che a quanto pare i ministri di Iv Teresa Bellanova ed Elena Bonetti diserteranno il Consiglio dei ministri di questa sera. La Bellanova, in queste ore è impegnata a Mosca, ma la sua presenza al Cdm era prevista. La sua assenza e quella della Bonetti, di fatto, sono un modo per ribadire la distanza delle truppe cammellate renziane sul lodo “Conte bis”, all’ordine del giorno proprio nella riunione a Palazzo Chigi di questa sera, insieme alla riforma del processo penale, un testo che “Italia Viva si riserva di valutare”.

Pd: “Italia Viva fa come Mastella e Bertinotti, agli originali non andò molto bene”

Piccata e durissima la replica di Enrico Borghi della presidenza Pd alla Camera, il quale su Twitter ha cinguettato: “L’atteggiamento di Italia viva va assumendo le caratteristiche di un mix tra mastellismo e bertinottismo: negoziare allo stremo in una logica di forche caudine da un lato, giocare al più uno per non chiudere mai un accordo dall’altro. Agli originali non andò molto bene. Meglio pensarci”.

Renzi: “Sulla giustizia giusta non molliamo, questione di civiltà”

Ma Renzi tira dritto: “Sulla battaglia della giustizia giusta non molliamo perché è una questione di civiltà“. Nella sua Enews, l’ex premier scrive: “Ci sono più di mille innocenti mandati in carcere ogni anno. Lo Stato spende milioni e milioni di euro per i casi di malagiustizia. La Corte Costituzionale ha affrontato ieri i primi ricorsi contro le leggi di Bonafede dello scorso anno e ha già pronunciato la prima sentenza di incostituzionalità. E chiaramente incostituzionale è anche la proposta contenuta nel cosiddetto Lodo Conte. Dunque: su questo tema, non si molla”. E Renzi aggiunge: “Noi con i garantisti, gli altri con i giustizialisti“. “Quanto a Bonafede, che ci accusa di molestarlo (ma l’ex dj avrà mai letto il codice penale? Lo sa che la molestia è un reato?), noi auguriamo al ministro buon lavoro. Gli diamo due mesi di tempo. Se le cose cambiano, bene. Altrimenti ci vediamo in Senato“.

Boschi: “Se Conte e Pd ci vogliono fuori dal governo, lo dicano”

Presa di posizione ribadita da Maria Elena Boschi: “Per noi si sta dentro il governo, se Conte e il Pd ci vogliono fare fuori, lo dicano“. “Il Pd è in imbarazzo essendo a rimorchio del giustizialismo grillino, non accettiamo derive giustizialiste”, sottolinea l’ex ministro in un’intervista a Repubblica. La Boschi attacca i dem per la bocciatura del lodo presentato da Iv sulla prescrizione: “La Bonafede resta in vigore per esplicita responsabilità del Pd. Se avessero votato il lodo Annibali, avremmo di nuovo la legge Orlando. Tra una legge fatta dal Pd e una fatta dai 5 Stelle con la Lega, Zingaretti ha scelto di stare con i populisti”.

Annibali: “Se non ci saranno novità rivoteremo con l’opposizione”

E proprio Lucia Annibali, la firmataria del lodo respinto da M5S-Pd, avverte che “sulla proposta di legge Costa di Forza Italia, se non ci sono novità, agiremo in coerenza e siccome riteniamo che la riforma Bonafede sia sbagliata rivoteremo con l’opposizione“. A Circo Massimo su Radio Capital, la deputata di Iv esclude tuttavia una crisi di governo “perché – assicura – abbiamo sempre detto che non vogliamo aprire una crisi su questo tema, anche se abbiamo visioni completamente diverse”.

Il dato politico quindi è che Renzi ha alzato la posta e che sta tirando la corda anche se non vuole uscire dal governo né scatenare una crisi. Viene preso sul serio perché i giallofucsia hanno numericamente bisogno dei renziani al Senato, ma allo stato attuale non è dato sapere l’ex premier che cosa sta chiedendo in cambio di un accordo sulla giustizia. Magari c’entrano le nomine di Stato, proprio perché Renzi ogni volta si affretta a ribadire che valori e principi per lui valgono più delle poltrone. Com’è che si dice(va)? Excusatio non petita, accusatio manifesta: scusa non richiesta, accusa manifesta. In ogni caso, Renzi è in campagna elettorale permanente (il suo partito ha bisogno di crescere) e sta cercando di accaparrarsi i garantisti dem che magari non vogliono avallare la riforma della prescrizione grillina.

Adolfo Spezzaferro

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