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Padova, 2 apr – Dopo l’insegnante di Torino che augurò la morte ai poliziotti e “a tutto l’apparato statale”, ecco la professoressa di matematica che a Padova, durante il corteo dei centri sociali, ha sputato agli agenti. Si tratta di Maria Giachi, trentenne di origine veronese che insegna all’istituto superiore Alberti di Abano Terme. Adesso è indagata per resistenza a pubblico ufficiale e anche l’Ufficio scolastico ha aperto un’indagine interna. “Attendo l’esito dell’indagine interna. Se quel tipo di comportamento sarà confermato, credo che la docente vada allontanata dall’ambiente scolastico. Certi atteggiamenti sono incompatibili con il ruolo di insegnante”, ha dichiarato Elena Donazzan, assessore all’Istruzione della Regione Veneto.

Il Sap, il sindacato autonomo di polizia, ha intanto chiesto le scuse della prof: “Le competenze non danno l’esempio, si vergogni e chieda scusa”. Specificando poi in una nota che “uno dei valori fondamentali nell’insegnamento e nell’educazione è quello dell’esempio. Sicuramente aggredire le forze dell’ordine, sputarvi contro e urlargli ‘vi odio’, non è un esempio di buona maestra, anche se questa fosse il genio indiscusso della matematica”. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è chiesto come possa “fare l’educatrice una persona del genere”.

Ecco chi è la prof di matematica

Come riportato dal Il Gazzettino, Maria Giachi è una femminista convinta, appartenente al movimento “Non una di meno”, e frequenta spesso le iniziative della Marzolo Occupata, ex centro sociale Gramigna. Scesa in piazza insieme ai manifestanti del centro sociale Pedro, ha spiegato così le sue motivazioni: dicendo di essere “a favore dell’aborto e contro i neofascisti”. E’ ora accusata di aver scalciato, gridato “vi odio e poi sputato alle forze dell’ordine, dopo aver tentato di forzare il cordone formato dagli agenti di polizia.

La prof di matematica non era comunque sconosciuta agli agenti, perché indagata in seguito a un blitz della polizia atto a liberare dall’occupazione uno stabile Ater nel quartiere Palestro. Fu accusata insieme ad altre dieci persone di associazione a delinquere, di occupazione abusiva e di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Nel febbraio 2016 finì agli arresti domiciliari, per poi tornare in libertà dopo poche settimane. Anche stavolta l’insegnante di matematica ritiene che sia “tutto risolta”. E assicura: “Continuerò a fare del mio meglio a scuola. Chi parla di cattivo esempio dovrebbe vedere le lezioni”.

Alessandro Della Guglia

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7 Commenti

  1. Non c’è bisogno di assistere alle lezioni… É sufficiente vedere l’insegnante.
    Che vergogna! Solo in Italia…

  2. Per favore non offendete i pochi professori dignitosi e seri……..se questa è una professoressa allora possiamo dire che anche le capre possono insegnare………..chi sputa sui poliziotti deve stare in galera , cosi’ medita sulla propria intelligenza……….ma le colpe maggiori sono di una pseudo destra impresentabile che ha lasciato la scuola in mano al muschio sinistrorso,dove i sindacati sinistri fanno ciò che vogliono, inserendo cani e porci nell’insegnamento, a patto che siano comunisti ed immigrazionisti………..ovviamente con il massimo rispetto per i maialini e gli amici a quattro zampe.

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