Roma, 6 ott – Pyongyang lancia missili che sorvolano lo spazio aereo altrui (nella fattispecie, quello giapponese), Usa e Corea del Sud rispondono con altri missili, Pyongyang risponde a sua volta con nuovi missili. Questo il folle riassunto degli ultimi giorni sulle tensioni nei mari asiatici. Sembra sul serio una sorta di “partita di pallavolo” del terrore, come qualcuno l’ha anche definita – ironizzando – sui social network.

Pyongyang, due nuovi missili nel Mar del Giappone

Pyongyang, dunque, non si ferma, e lancia altri due missili verso il Mar del Giappone, come riporta Adnkronos. Tutto questo a sole 48 ore dal primo test, lo stesso che aveva provocato la reazione di Washington e Seul. L’agenzia sudcoreana Yonhap, i due missili sono stati lanciati dall’area di Samsok. Yasukazu Hamada il ministro della Difesa giapponese, ha comunque precisato come essi siano caduti fuori dalla zona economica esclusiva del Giappone, e rassicurando sull’assenza di danni. Hanno volato per una distanza compresa tra 350 e 800 chilometri, con un’altitudine che ha variato tra i 50 ed i 100 chilometri. Pyongyang, intanto, definisce l’azione parte delle “giuste misure di contrasto” alle azioni di Usa e Corea del Sud. Azioni che stanno “aumentando le tensioni militari” nella penisola coreana. La fonte è una nota del ministero degli Esteri del regime, che condanna “fermamente” i due Paesi per aver convocato la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla questione.

L’ironia del web

La questione sta diventando così grottesca da scatenare inevitabili ironie. Al netto del fatto che chiunque guardi alla situazione con preoccupazione, l’essere umano ha bisogno di sfoghi e distrazioni, e di cercare di approcciare ai momenti critici in modi anche leggeri. Così fa Federico Palmaroli, in arte Osho, non solo con la sua pagina da oltre 1 milione di seguaci ma anche con il suo profilo Facebook: “Praticamente stanno a a giocà a pallavolo coi missili e il Giappone fa la rete”, scrive.

Ed è difficile dargli torto, incredibile a dirsi, nonostante la battuta sia ovviamente comica. Si tratta ovviamente di un gioco “di pallavolo” missilistico pericolosissimo. Perché al netto delle intenzioni – difficilmente propendenti al desiderio dello scoppio di una guerra reale – ci possono essere sempre gli incidenti (come peraltro dimostrato dalla “risposta” americana di ieri). E gli incidenti possono provocare serie reazioni a catena.

Stelio Fergola

 

 

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