Roma, 6 ott – Le primarie Pd, quale gioiosa tradizione di involontaria comicità esiste, attualmente, nella tormentata politica italiana? Probabilmente nessuna. La direzione nazionale del Pd, convocata oggi come riportato dall’Ansa, ha due punti all’ordine del giorno: analisi del voto e percorso “congressuale” del partito.

Un partito che non cambia mai e non si pone mai una domanda

“Non rinnego nulla delle posizioni che abbiamo preso, posizioni giuste”, dice Enrico Letta dalla direzione in diretta Facebook, aggiungendo che è “ciò che facciamo e che continueremo a fare”. Convinzione di essere dalla parte giusta della storia, come sempre. Niente di nuovo, zero autocritica per un partito che fa finta di rivoluzionarsi ciclicamente, mantenendo sempre le medesime posizioni su tutto e non ponendosi mai – intendiamo realmente mai – una domanda che sia tale. Pace, lavoro, sparati totalmente a caso, perseguendo sistematicamente l’opposto, tanto nel contesto della guerra in Ucraina quanto nella tutela – inesistente da decenni – delle fasce deboli della popolazione italiana.

Primarie Pd, un momento esilarante che non vogliamo perderci

I democratici sono così democratici da non essere neanche sicuri che ci saranno le primarie per il loro amato Pd (o per quello che sarà). “I tempi non sono una variabile, non deve essere e non sarà un traccheggio, un rinvio e un rimpallo”, dice sempre Letta. Mentre “fuori dal Pd ma dentro il Pd” (solito infinito gioco delle tre carte molto in voga a sinistra), Pierluigi Bersani ne invoca l’abolizione, come riportato sul Fatto Quotidiano: “Basta, serve un partito nuovo”. Questo ammesso e non concesso che le primarie stesse rappresentino davvero una sorta di democrazia – e non un inutilissimo specchietto per le allodole – interno alla dirigenza del Nazareno. Ma facciamo pure finta di sì. Noi, in ogni caso, lo speriamo fortemente. Vogliamo le primarie Pd. Perché tutta la trafila non vogliamo perdercela. Come non vogliamo perderci le retoriche, gli orpelli, le ossessioni quotarosistiche, la costante distanza dalle necessità del popolo pur autoproclamandosi suoi difensori. Ti prego, Nazareno, non privarci del sogno.

Stelio Fergola

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4 Commenti

  1. Se fanno le primarie, io corro a votare per Letta. E’ il minimo che posso fare per ringraziarlo dell’impegno che ha messo nel portare Giorgia Meloni alla vittoria.

  2. E va bene, ora cinque anni di stand-by poi le elezioni, poi altri cinque anni di stand-by e poi finalmente vi stuferete.

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