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Milano, 17 set – Una svastica disegnata al contrario, scritte omofobe sgrammaticate, un “W Salvini” buttato là, e soprattutto un’immediatamente meno decifrabile scritta in arabo, in realtà un secco: “Allah”. Secondo alcune testate che hanno riportato la notizia del raid contro la scuola popolare di via Bramantino di Milano, quest’ultima scritta sarebbe in tono spregiativo e gli autori sarebbero semplicemente dei vandali razzisti. Imbrattatori armati di vernice che se la sono presa con un istituto che organizza attività di sostegno per i ragazzi di un quartiere della periferia nord del capoluogo lombardo, gestito da un collettivo che lavora anche su “progetti di integrazione per migranti”.
Ieri la scuola doveva riaprire le consuete attività, ma l’inizio dell’anno scolastico è stato posticipato proprio a causa dei muri da ripulire. Sulla vicenda è intervenuto prontamente, per disinnescare ulteriori polemiche, il vicepremier Matteo Salvini: “Solidarietà alla scuola e a chi è stato colpito da questi vigliacchi. Omofobia, violenza e razzismo non fanno parte dell’Italia che voglio e per cui lavoro”, ha dichiarato all’Ansa il leader leghista. “Collegare questi comportamenti al lavoro di buon senso, rigore e sicurezza che sto portando avanti è follia”, ha poi specificato Salvini.
Triste vicenda finita? Gesto di qualche stolto, e pure dislessico, archiviato? Forse. Eppure quello che stona nella denuncia mediatica è l’aver dato per scontata la matrice del raid. C’è una svastica (o quantomeno una sorta di croce uncinata), ci sono offese agli omosessuali, si inneggia a Salvini. Insomma sembra lapalissiano che si tratti di qualche barbaro razzista con le idee magari confuse. Eppure resta l’altra scritta, poco considerata dalla cronaca ma per nulla irrilevante. Possibile infatti che un qualunque incivile sgrammaticato abbia scritto sul muro in arabo il nome di Dio? Ha disegnato male una svastica, ha commesso palesi errori grammaticali in italiano, ma è riuscito a scrivere perfettamente “Allah” nella lingua coranica? A noi qualche dubbio sulla matrice del gesto rimane, eccome se rimane.
Alessandro Della Guglia

3 Commenti

  1. È come se avessero messo la firma… Proprio per quello le indagini si chiuderanno e il caso verrà archiviato…!….. Il caso uova marce vs faccetta nera docet…..

  2. Salvini: «Omofobia […] e razzismo non fanno parte dell’Italia che voglio e per cui lavoro».
    Da da parte mia dico: Parole del genere non fanno parte del linguaggio che voglio da un politico che ambisca a rappresentarmi.
    Nei primi tempi del governo giallo-verde, a Salvini (assistenza@salvinipremier.it) scrissi – tra l’altro – che gli avrei dato il voto se in campagna elettorale avesse «predicato le pallottole contro i vandali». Le sue parole odierne mi confermano – purtroppo! – di aver fatto bene nell’annullare la scheda il 4 marzo scorso.
    Chissa che “qualcuno” non abbia fatto questo raid apposta per costringere Salvini a dire cose del genere, cioè cose da cui il suo elettorato si sentisse tradito.

  3. Il “dio” grullhalla’ può essere messo al suo posto in quanto, a dargliela grassa, è un “dio” minore. Quale “dio” degno di questo nome potrebbe prediligere gentaccia come gli arabazzi?….. Occorre soltanto la volontà politica di trattarli come meritano. Per il resto, di “mezzi”, ne abbiamo in abbondanza!

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