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Reggio Calabria, 2 ago – Un gruppo “militante” omosessuale che si identifica col nome di battaglia Riscossa Arcobaleno, ha minacciato un prete, Don Davide Imeneo, all’occasione anche giornalista, che si era opposto al recente Pride in terra di Calabria.

Minacce nella cassetta postale

Per la precisione i fatti si sono svolti a Reggio Calabria. Don Davide Imeneo, direttore del giornale L’Avvenire di Calabria, ha trovato nella cassetta qualcosa che mai avrebbe immaginato. Un foglietto riportanti delle minacce nei suoi confronti, con la frase: “Tua madre doveva abortirti, ti abortiremo noi prete di merda“.

La polemica col sindaco “arcobaleno” del Pd

Il sacerdote si era strenuamente opposto al Gay Pride che si era tenuto a Reggio Calabria dove meno di 500 partecipanti (sebbene provenienti da tutto lo stivale) hanno infine partecipato alla parata dell’orgoglio gay. Don Imeneo era entrato in dura polemica con il sindaco della città dello stretto, in quota Pd, Giusepe Falcomatà. Proprio lui nei giorni scorsi è stato coinvolto dell’indagine per “disponibilità ad assecondare uno ‘Ndranghetista” a carico del cognato, a sua volta ex vice presidente del Consiglio regionale e assessore regionale. Falcomatà era stato criticato anche da altri esponenti della politica calabrese per la decisione di sostenere il Pride 2019, addirittura sfilando con i gay nel corteo.

Usato a sproposito uno slogan cattolico

Sebbene molti esponenti del clero abbiano preferito, durante in cosiddetto “pride month” (giugno) nicchiare e non esporsi nei confronti dei vari cortei del Pride nelle diocesi, Don Imeneo e la Curia reggina hanno invece “preso di petto” Giuseppe Falcomatà. In un suo pezzo don Imene ha accusato  il primo cittadino reggino di avere usato a sproposito lo slogan di un noto prete reggino: “nessuno escluso, mai”. Il motto era usato dal sacerdote riferendosi ai “pazzi” ovvero quelli che, negli anni ’80, uscirono dai manicomi e non andavano lasciati indietro.

“Doppia morale sui diritti” del Pd

Don Imeneo accusa Falcomatà di avere “una doppia morale sui diritti”: “può dirci pubblicamente se sostiene anche le posizioni più progressive dei soggetti promotori che sfilavano accanto a lei, quali l’adozione e l’affido dei figli alle coppie omosessuali?” chiede il prete al sindaco. Don Imeneo ha inoltre ricordato gli insulti ricevuti dal sito Lgbt Gaynews.it: “Oltre a omettere alcune parti dell’articolo, ha voluto attaccarmi direttamente” con  “commenti recanti gravi offese personali nei miei confronti”. Nella Chiesa di Bergoglio, insomma, c’è ancora chi alza la voce per difendere i valori tradizionali e non solo famiglie arcobaleno ed immigrati. E viene ripagato con le minacce.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Attendiamo che gli Islamici prendano il potere in italia. Quanti di questi poveri depravati verranno poi giustiziati in piazza o lanciati dai palazzi? Prepariamoci al peggio.

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