Roma, 16 apr – Centinaia di terroristi islamici potrebbero arrivare in Italia approfittando del caos libico e allora la Francia corre ai ripari chiedendo ufficialmente di prorogare la chiusura delle frontiere con l’Italia per altri sei mesi, per “emergenza nazionale” legata al terrorismo. E’ quanto si apprende da fonti del Viminale che ha subito risposto con una direttiva per il contrasto dell’immigrazione clandestina e dell’attività di scafisti e Ong.

Conte: “Rischio arrivo foreign fighters”

“Siamo molto preoccupati per la crisi libica, abbiamo sempre lavorato e continueremo a lavorare per scongiurare una crisi umanitaria che può esporre al rischio dell’arrivo di foreign fighters sul nostro territorio. Bisogna assolutamente evitare l’escalation”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a margine di un’iniziativa del Dis.

Salvini: “Non abbassiamo la guardia, i porti restano chiusi”

“Con centinaia di potenziali terroristi pronti a partire dalla Libia, abbassare la guardia, come suggerisce anche qualche collega di governo, e abbandonare la strategia vincente dei porti chiusi metterebbe a rischio la sicurezza degli italiani!“. Così, su Facebook, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ribadisce: “Non si molla, con il vostro sostegno io non cambio di una virgola”. Inoltre, il titolare del Viminale ha inviato una intimazione ai vertici delle forze dell’ordine e al capo di Stato Maggiore della Difesa in cui dispone ”di vigilare affinché il comandante e la proprietà della nave Mare Jonio” si attengano alle ”vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati” per questa attività. Nell’intimazione il ministro sottolinea come questa attività ”può determinare rischi di ingresso sul territorio nazionale di soggetti coinvolti in attività terroristiche o comunque pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, in quanto trattasi della totalità dei cittadini stranieri privi di documenti di identità e la cui nazionalità è presunta sulla base delle rispettive dichiarazioni”.

Adolfo Spezzaferro

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