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Roma, 15 apr – Ristoranti aperti sia a pranzo che a cena, regole per le riaperture di cinema, teatri, palestre e piscine, via il divieto di spostamento tra zone gialle: ecco la bozza delle linee guida delle Regioni per le riaperture. Oggi alla Conferenza Stato-Regioni, i governatori presenteranno le loro proposte per le riaperture delle tante altre attività che da mesi soffrono una crisi senza precedenti. Domani invece si terrà la cabina di regia tra il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza per trovare la quadra fra i “rigoristi” (il ministro della Salute Roberto Speranza e gli altri giallofucsia) e gli “aperturisti” (centrodestra).



Le linee guida delle Regioni per le riaperture e la cabina di regia di Draghi

Il premier per decidere ovviamente più che ascoltare le richieste dei governatori guarderà agli ultimi dati su contagi, ricoveri, decessi e vaccinazioni. Sulla base di questi numeri l’esecutivo inizierà a mettere a punto il nuovo decreto legge che sostituirà quello attuale in scadenza il 30 aprile. Comunque, la bozza delle Proposte per la riapertura che oggi le regioni presenteranno al governo è di sei pagine suddivise in tre capitoli: Ristorazione, Palestre e piscine e Cinema e spettacoli dal vivo.

I governatori guidati dal neo-presidente leghista della Conferenza, Massimiliano Fedriga, vogliono far ripartire il prima possibile le “attività maggiormente penalizzate”, anche rispettando regole più stringenti di quelle sin qui adottate. Purché si riapra, insomma. “In base all’evoluzione dello scenario epidemiologico – si legge nel testo – le misure indicate potranno essere rimodulate, anche in senso più restrittivo”.

Spostamenti consentiti tra zone gialle

Tra i nodi cruciali da sciogliere il divieto di spostamento tra regioni, in vigore fino al 30 aprile. I governatori chiedono che sia revocato almeno tra regioni in zona gialla (quando verrà ripristinata, visto che ora è sospesa). Su questo punto è stato esplicito il presidente della Liguria Giovanni Toti: “Gli alberghi e le altre strutture sono aperti ma se le persone non possono spostarsi sono destinati al fallimento”.

Ristoranti aperti anche a cena

Ristoranti aperti sia a pranzo che a cena. Lo stesso per bar, pizzerie, trattorie, pub, pasticcerie, gelaterie e rosticcerie. Anche nei territori con “scenari epidemiologici ad alto rischio”. Per riaprire anche nelle regioni rosse, le regioni propongono di integrare le misure attuali “con strategie di screening/testing”. Misurazione della temperatura all’ingresso, divieto di assembramento davanti ai locali, ingresso preferibilmente su prenotazione. “E’ comunque consentito l’accesso, anche in assenza di prenotazioni, qualora gli spazi lo consentano…”. La misura su cui i governatori puntano è il distanziamento dei tavoli, che devono essere disposti “in modo da assicurare il mantenimento di almeno due metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso. E almeno un metro di separazione negli ambienti all’aperto”.

Priorità all’utilizzo di spazi esterni

Per il resto le misure non cambiano: mascherine anche per i clienti quando non sono al tavolo, menu digitale o in stampa plastificata, disinfezione delle superfici dopo ogni servizio. In caso i locali non dispongano di posti a sedere poi, l’accesso sarebbe consentito “a un numero limitato di clienti per volta”, assicurando la distanza di due metri tra le persone anche per le consumazioni al banco. Va privilegiato “ove possibile” l’uso di spazi esterni e incentivata l’apertura di porte e finestre. L’aria condizionata si può usare solo escludendo la modalità di ricircolo. Via libera anche al buffet a patto che i clienti non tocchino i cibi e si presentino con la mascherina indossata.

Palestre e piscine, le regole per le riaperture

Con le linee guida proposte dalle regioni, palestre e piscine possono riaprire anche in scenari ad alto rischio. Gli ingressi e le attività devono essere pianificati (con prenotazione) e regolamentati per evitare assembramenti. Può essere rilevata la temperatura corporea e impedito l’accesso oltre i 37,5 gradi. Negli spazi comuni, spogliatoi e docce va rispettata la distanza di due metri, che può diventare un metro quando non si svolge attività fisica. Le macchine delle palestre devono essere disinfettate dopo ogni uso. Porte e finestre devono restare aperte “il più possibile”. Per quanto riguarda le piscine pubbliche e quelle “finalizzate a uso collettivo”, la densità di affollamento in vasca “è calcolata con un indice di 7mq di superficie di acqua a persona”. Quindi ridotta rispetto ai dieci metri consentiti quando le piscine erano state riaperte. Prima di entrare in vasca è obbligatoria la doccia con sapone.

Cinema e spettacoli dal vivo, così le riaperture

Anche per cinema e spettacoli dal vivo le regioni ritengono che con le linee guida proposte si possa ripartire pure “in scenari epidemiologici definite ad alto rischio, purché integrate con strategie di screening/testing”. Tra gli utenti, conviventi esclusi, è raccomandata una distanza interpersonale di “almeno un metro”. Se possibile privilegiare anche qui l’accesso su prenotazione. Potrà essere rilevata la temperatura e vietato l’ingresso con febbre oltre 37,5. La cassa deve essere dotata di barriere fisiche. Non si può assistere agli spettacoli in piedi e i posti a sedere vanno distanziati lasciando “almeno un metro” tra uno spettatore e l’altro “sia frontalmente che lateralmente” con mascherina obbligatoria. Se viene lasciata la facoltà di non indossare la mascherina quando si sta seduti, la distanza è raddoppiata a due metri. Porte e finestre devono essere lasciate aperte il più possibile.

Le linee guida peraltro affrontano dettagli con precisione minuziosa, addirittura per quanto riguarda per esempio le modalità da seguire per giocare a carte nei bar. Il punto però è che più che capire come riaprire è fondamentale sapere il quando. Le riaperture peraltro le decide il governo, con buona pace delle regioni. E a quanto pare non se ne parlerà prima di maggio. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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