Roma, 26 apr – Un enorme incendio è divampato ieri in tarda serata, intorno alle 23, nel quadrante est della Capitale, in una discarica abusiva nei pressi del quartiere Collatino. Il rogo, l’ennesimo originatosi nella zona, si è sviluppato in via Collatina Vecchia all’altezza del civico 125, a breve distanza dalla stazione Palmiro Togliatti: si troverebbe in un’area rurale di 400 metri, di proprietà del Comune, e già sotto sequestro. Si tratta, ovviamente, del solito incendio di rifiuti tossici e materiali di scarto edilizio, la cui presenza era stata da tempo comunicata alle forze dell’ordine dai residenti della zona. Per il momento non si registrano feriti. I vigili del fuoco, sul posto con cinque autobotti i carabinieri e la Polizia locale di Roma Capitale, hanno lavorato senza sosta per tutta la notte. Le autorità riferiscono che le cause dell’incendio sono in via di accertamento, e che il rogo si è esteso fino a sfiorare una centrale elettrica e i cavi dell’alta tensione. I cittadini hanno prima avvistato una colonna di fumo, alta 50 metri, poi hanno avvertito un odore acre e nauseabondo che si è diffuso rapidamente anche nelle zone limitrofe. Sono state avvertite anche parecchie esplosioni, che hanno preoccupato non poco i residenti.

Incidente annunciato

Da tempo i residenti dell’area intorno alla Collatina vecchia avevano denunciato lo stato di degrado e abbandono del luogo, e la pericolosità rappresentata dall’accumulo dei rifiuti. A causa della precedente presenza degli insediamenti abusivi di rom, nella zona veniva accatastato ogni sorta di materiale di scarto che gli abitanti si premuravano di bruciare, causando miasmi pestilenziali e nubi tossiche, che andavano a colpire i residenti del quartiere. A febbraio le baraccopoli – dove era stata rinvenuta una vera e propria distesa di rifiuti – erano state sgomberate ma l’amministrazione non si era preoccupata di procedere a una bonifica dell’area. Gli abitanti sapevano e avevano segnalato più volte la situazione senza ricevere risposta. Si tratta quindi dell’ennesimo incidente annunciato, in una Capitale al collasso dove il sindaco Raggi sembra solo interessato a lanciare attacchi contro lo stabile di Via Napoleone III sede di CasaPound Italia, e minacciare sgomberi che non ha la facoltà di ordinare; oppure di esibire il patentino di antifascismo in improbabili passerelle il 25 aprile finendo con il farsi fischiare e insultare persino dai manifestanti.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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