Roma, 7 ott – Tragedia a Corcolle, nell’estrema periferia di Roma, dove ieri pomeriggio un uomo di 50 anni, di origini rumene, è morto sbranato da una scrofa, con tutta probabilità allevata abusivamente. La tragedia si è consumata in pochi minuti. La vittima stava portando il figlio dell’amico, un bimbo di soli due anni, a vedere dei maialini appena nati, tenuti nel recinto di proprietà del padre del bambino. Ma non aveva forse fatto i conti con la ferocia di cui è capace una femmina di suino quando sente minacciata se stessa e la propria prole – o il proprio territorio invaso da estranei.
Una volta aperto il recinto, la scrofa ha subito assalito i due, facendo cadere l’uomo per terra, infierendo sul suo corpo e dilaniandolo a tal punto che, stando a quanto riportato da il Messaggero, “per riconoscerlo i militari si sono affidati ai testimoni e ai documenti che portava in tasca“. Il suino si è poi avventato sul bimbo, azzannandolo e schiacciandolo con il proprio peso, senza riuscire però ad ucciderlo. All’arrivo all’ospedale di Tivoli, per il piccolo si è resa necessaria la procedura di rianimazione per 30 minuti. 
«Abbiamo sentito le urla», ha raccontato il padre ai carabinieri. Lui e altre persone stavano pranzando lontano dal recinto, tra le baracche dell’allevamento. «Siamo corsi e siamo riusciti a portar via mio figlio da lì». Il bimno è ora ricoverato al Bambin gesù in gravissime condizioni.
Il pm, Carla Canaia oggi deciderà come procedere. Molte le ombre su cui vederci chiaro. Per cominciare, ieri i militari dell’Arma hanno acquisito le prime informazioni per determinare la regolarità di quell’allevamento. Noto, da anni, ai frequentatori della zona, era però sconosciuto alle autorità, comprese quelle sanitarie. Gli allevatori disponevano dei regolari permessi? Le baracche e i recinti di fortuna in cui erano allevati i maiali erano a norma? Che destinazione aveva il bestiame?

Cristina Gauri

Commenta