Roma, 24 nov – Russia e propaganda Lgbt, una polemica che dura da tempo. Se ad Occidente ogni cosa che non accontenti le richieste fucsia viene automaticamente descritta come “omofobia”, ad Est sembra manifestarsi il solito, semplice intento: non influenzare i bambini, ma – nella fattispecie – anche gli adulti.

Russia, la Duma proibisce la propaganda Lgbt

Come riporta l’Ansa la Duma, cioè la camera bassa del Parlamento russo, ha appena approvato una legge che vieta la propaganda Lgbt in Russia. Sono le stesse agenzie di stampa nazionali, come la Tass, a riferire per prime la notizia. La norma prevede che si arrivi a multe fino a 10 milioni di rubli (al cambio, 160mila euro), “per la propaganda Lgbt, cambio di genere e pedofilia”. Prima di essere promulgata dal presidente russo Vladimir Putin, la legge dovrà essere votata anche dal Consiglio della Federazione, ovvero l’altro ramo del Parlamento o cosiddetta “camera alta”.

“Relazioni sessuali non tradizionali” da non incoraggiare

A Mosca, dunque, agiscono contro quella che viene definita la “propaganda in favore delle relazioni sessuali non tradizionali”, alle quali vengono aggiunte sia la pedofilia che le informazioni che possano in qualsiasi modo incoraggiare un cambiamento di sesso. La propaganda su internet, in particolare, conduce ad altre sanzioni, che si aggirano intorno a cinque milioni di rubli, ovvero 80mila euro. Mosca, in passato, aveva duramente attaccato l’atteggiamento di alcune aziende come Netflix, accusate di promuovere una eccessiva campagna di valorizzazione dell’omosessualità.

Alberto Celletti

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6 Commenti

  1. Non è il caso però di vietare anche la conoscenza, la ricerca vera delle cause che sottendono questa ondata di basso (sic), protagonismo lasciata volutamente andare nel agone carnevalesco che ha raggiunto certa politica.

  2. Forse è questo uno dei motivi per cui si demonizza la Russia? E pensare che avevano menzionato questa cosa i webcomici iPantellas qualche anno fa in un loro video.

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