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Roma, 2 lug – “No a contributi a fondo perduto, sì solo a prestiti. E la prossima volta l’Italia deve imparare a farcela da sola“, senza l’aiuto della Ue. Parola del premier olandese Mark Rutte, il falco del nord da sempre contrario a condividere debiti con l’Italia. Il leader dei Paesi frugali – come li chiamano i media filo-governo giallofucsia con un eufemismo a dir poco ridicolo – in un’intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera in edicola domani, torna a ripetere chiaro e tondo che l’Olanda non concederà sconti nella trattativa Ue per gli aiuti ai Paesi colpiti dall’epidemia di coronavirus.

“Rapporti con l’Italia sono eccellenti” …oltre al danno, la beffa

Il bello è che Rutte, come se niente fosse (oltre al danno, la beffa), dichiara: “I rapporti tra Olanda e Italia sono eccellenti. Siamo entrambi Paesi fondatori, insieme a Belgio, Lussemburgo, Francia e Germania. Il mio rapporto personale con Giuseppe Conte è forte e amichevole“. Viene da pensare, chissà che avrebbe detto e fatto contro di noi, se i rapporti non fossero stati buoni. Anche perché la linea dura del leader dei falchi del nord – Austria, Olanda, Svezia e Danimarca – viene ribadita punto per punto.

“Anche i prestiti sono aiuti”

Rutte non vuole sentir parlare di soldi a fondo perduto: “Un sistema di prestiti è molto più logico. Anche quelli sono aiuti. E dalle analisi della Commissione, sappiamo che la sostenibilità del debito di Italia e Spagna non sarà diminuita da nuovi prestiti. Per questo la nostra posizione è che l’aiuto dev’essere fatto di prestiti, non di contributi. Ma insistiamo anche perché ci si concentri sull’aumento della competitività e della resilienza dei Paesi che li ricevono”. Al che l’intervistatore chiede: “Siete pronti ad accettare una combinazione di contributi e prestiti?” e il premier olandese ribadisce il suo no: “Noi vogliamo che siano solo prestiti”. Non se ne parla poi neanche di modificare il Patto di stabilità sui conti pubblici. Anzi, è la bordata di Rutte, “dovremmo fare qualcosa per assicurare che venga applicato in modo rigoroso. Ma non penso che abbia senso allentarne le regole”.

“Trattativa su Recovery fund sarà dura e lunga”

Con queste premesse, l’ex presidente del Consiglio Ue, avverte che la trattativa sul Recovery fund sarà molto dura e che anche lì per l’Italia non ci saranno grossi margini. “Quello del 19 giugno è stato un vertice esplorativo – commenta -. Penso che la proposta della Commissione contenga margini per proseguire la discussione. Ci sono differenze. La trattativa sarà dura, prenderà un po’ di tempo, ma un compromesso è possibile“. In ogni caso, ribadisce il premier dei Paesi Bassi, “è cruciale che la prossima volta l’Italia sia in grado di rispondere a una crisi da sola“. Più chiaro di così.

Adolfo Spezzaferro