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Roma, 27 mag – “Buona domenica Amici. Chi si ferma è perduto, io fino all’ultimo non mi arrendo!”. Così scrive Matteo Salvini su Twitter, dove pubblica una sua foto davanti la carlinga di un aereo Alitalia. “Chi si ferma è perduto” è una delle più note frasi di Benito Mussolini, pronunciata dal Duce durante un discorso a Genova, il 14 maggio 1938. Da allora è diventata una citazioni più utilizzate e nel dopoguerra divenne il titolo di un celebre film comico con Totò per la regia di Sergio Corbucci. “Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto”, scriveva pure il sommo poeta Dante Alighieri. Una frase cult dunque, pronunciata oggi dal leader della Lega mentre sono ore decisive per la formazione o meno dell’esecutivo
Salvini e Di Maio incalzano e hanno fissato la dead line per questa sera. Giuseppe Conte, presidente del consiglio incaricato, intende presentare ad ore la squadra di governo. Resta il nodo soprattutto riguardo a Paolo Savona, che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non vorrebbe al ministero dell’Economia.
Il professor Savona intanto ha diffuso una nota in cui chiarisce le sue posizioni. Un documento comparso sul sito scenarieconomici.it. Specificando di non voler uscire dall’Euro, come ventilato da alcuni media, ma di volere un’Europa diversa, più forte ma più equa.Anche per le preoccupazioni espresse nel dibattito sul debito pubblico e il deficit – scrive Savona – il riferimento dobbligo è il paragrafo 8 di pagina 17 del Contratto in cui è chiaramente detto che ‘Lazione del Governo sarà mirata a un programma di riduzione del debito pubblico non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità – politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo – bensì per il tramite della crescita del PIL, da ottenersi con un rilancio della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno del potere di acquisto delle famiglie, sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni'”.
Eugenio Palazzini

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