Roma, 8 mar – “Lockdown inutile se non ci sono i vaccini“: parola di Matteo Salvini, che tuttavia apre all’ipotesi di un nuovo confinamento generale. Se facciamo un lockdown “per una mega operazione di messa in salute e in sicurezza perché no. Ma chiudere adesso senza i vaccini temo che non serva a niente e a nessuno“. Cosi’ il leader della Lega risponde ai giornalisti al suo arrivo all’ospedale Niguarda dove ha visitato la sede di Telefono Donna.



Salvini: “Ogni chiusura è una sconfitta, con lockdown senza vaccini non andiamo da nessuna parte”

Ogni chiusura, seppure richiesta dalla comunità scientifica, è una sconfitta. Vale per le scuole, le attività commerciali, i teatri, gli impianti sportivi”, sostiene Salvini. “Se facciamo un lockdown per vaccinare senza avere i vaccini non andiamo da nessuna parte – obietta -. Noi stiamo lavorando perché se i vaccini non arrivano da Bruxelles ma possono arrivare da altre parti, dall’India, da Israele, da San Marino, dalla Russia, dagli Stati Uniti, dalla Groenlandia bisogna comperarli al prezzo che serve“, dice convinto.

“Bisogna porre rimedio ai ritardi e agli errori della Ue”

“Noi stiamo correndo come matti per recuperare il tempo perso sui vaccini. Ancora oggi personalmente ho sentito alcune istituzioni straniere perché siamo in ritardo. Bisogna porre rimedio ai ritardi e agli errori commessi in Europa. Prima si offrono i vaccini a tutti coloro che lo chiedono, e prima torniamo a vivere serenamente”, afferma il leader del Carroccio, facendo sua la vulgata ufficiale secondo cui soltanto con il vaccino si uscirà dalla pandemia.

Il leader della Lega ammette ritardi Regione Lombardia su vaccinazione: “Chi ha sbagliato paghi”

Per quanto riguarda la “sua” Lombardia, Salvini ammette i ritardi nella programmazione della piattaforma informatica della Regione per le prenotazioni dei vaccini degli over 80. “Anche nella macchina tecnica di Regione Lombardia evidentemente c’è qualcuno che non è all’altezza del compito richiesto”, punta il dito. Tuttavia, aggiunge, “siamo uno stato, 10 milioni di persone”. “Io ieri ho sentito Fontana, la Moratti e Bertolaso. E oggi stesso sarò in Regione Lombardia. Bisogna correre. Se qualcuno ha sbagliato paga“, taglia corto il leader della Lega. Per contenere i contagi, “ha ragione Bertolaso, quando dice ‘una prima dose a tutti’. Il commissario chiedeva di tenere da parte il 30 per cento (dei vaccini a disposizione, ndr) per il richiamo, ma se non arrivano i vaccini necessari, prima si corre in alcune province, e penso a Brescia, e meglio è”, dice il leader della Lega. “Si faccia tutto il possibile adesso e poi si corra dopo”, ribadisce.

Adolfo Spezzaferro

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