Il Primato Nazionale mensile in edicola

Saronno, 1 ago – Quando il capo dà l’esempio ma tu sei distratto: il ministro Salvini (il capo) sgombera un campo nomadi abusivo a Roma mentre il sindaco di Saronno (il distratto) invece vuole trasferire una porzione di un campo nomadi abusivo in un’area residenziale, prospettando un’estate poco serena ai residenti della zona. Succede così che, in un’area di 1500 mq di proprietà del Comune di Saronno, risultante dal vigente piano regolatore destinata ad “ attrezzature esistenti e previste” e, in previsione, genericamente destinato a “verde in progetto”, ritenuta idonea ad interventi di edilizia residenziale sociale, il sindaco leghista Alessandro Fagioli ha deciso il trasferimento dei nuclei famigliari occupanti alcune piazzole dell’attuale campo nomadi.

Per ricostruire correttamente la vicenda dobbiamo partire dal Consiglio Comunale del 29 settembre 2016, quando con deliberazione nr. 54 è stato “approvato il passaggio dal Patrimonio Indisponibile a quello Disponibile di parte dell’immobile già costituente una porzione del Campo Nomadi sito in Via Deledda”. In sostanza la vendita di una parte del terreno comunale attualmente occupato dal campo nomadi (sito nella zona industriale di Via Deledda, nei pressi del torrente Lura, con convenzione scaduta nel 2009) che secondo l’amministrazione non ha come obiettivo primario “fare cassa”, bensì la riqualificazione ambientale e la messa in sicurezza degli argini del torrente Lura.

Gli occupanti del campo nomadi sono sinti italiani, cittadini saronnesi e l’occasione poteva creare l’opportunità di un progetto risolutivo al problema di un campo nomadi abusivo, (dal 2009 nessuna amministrazione ha affrontato il problema) creando un tentativo di integrazione e cancellando altresì una situazione di degrado che da decenni affligge il territorio. Dopo mesi di dialogo e trattative le famiglie sinti rifiutano soluzioni abitative in alloggi, l’amministrazione decide così di accontentare le loro richieste trasferendo una porzione del campo nomadi in una zona residenziale.

Dopo mesi di silenzio, i cittadini scoprono casualmente che per almeno 40 anni (tale la durata della concessione del nuovo insediamento) avranno probabilmente dei nuovi vicini. Quasi due anni di tempo per il capolavoro del sindaco Fagioli, che non molto coerente con le linee politiche che dovrebbero contraddistinguerlo, ha intenzione di aprire un insediamento di sinti in zona residenziale, senza essersi mai preoccupato minimamente dell’opinione dei propri concittadini. Questi ultimi decidono di non subire passivamente la decisione e, costituitisi nel comitato “Uniti per Grandi e Battisti” (dal nome delle due vie interessate dal “trasferimento”), hanno da subito cercato un dialogo con l’amministrazione per evidenziare tutte le problematiche che una iniziativa del genere avrebbe potuto causare.

Denunciando problemi di impatto sociale, viabilistico, di sicurezza, igienico-sanitario ed anche economico, il comitato dopo mesi di sordità da parte dell’amministrazione, è riuscito il 22 maggio finalmente ad incontrare il sindaco Fagioli strappando la promessa di una “ sospensione dei lavori” e di un successivo incontro in tempi brevi. Cala nuovamente il silenzio, nonostante i proclami in campagna elettorale che sarebbe stato il sindaco dei cittadini tra i cittadini, nel frattempo la promessa di “sospensione lavori” rimane tale. Non avendo ricevuto alcun riscontro, il comitato decide quindi di far ricorso al Tar: “Non è una dichiarazione di guerra al Comune, ma ovviamente non possiamo permetterci che la vicenda ci scivoli addosso con un nulla di fatto”.

Ancora silenzio fino allo scorso 26 luglio, quando al comitato viene concesso un secondo incontro. Qui il colpo di scena: il sindaco non si presenta e manda in sua vece l’assessore all’urbanistica. Da apprezzare sicuramente la coerenza del sindaco sulla strada del non dialogo, scelta ovviamente non apprezzata dai cittadini, che ora decideranno probabilmente di inasprire la protesta. Il buon capo è sempre magnanimo, e perdonerà sicuramente una “piccola distrazione” ancora sanabile, sempre se il distratto non vorrà rimanere tale.

William Pili

3 Commenti

  1. Ha fatto bene, se la zona è residenziale, gli elettori sono x la stragrande maggioranza del p.d.. Dovrebbero fare così anche a via montenapoleone e ai parioli così gli passa lo schiribizzo radical chic agli stronzetti borghesi.

  2. Questo è il commento più idiota che io abbia letto sull’argomento. Sicuramente lo ha scritto qualcuno che non conosce la zona nè i suoi problemi. … o sarà uno di quelli che: … io non c’ero e se c’ero dormivo…. Che bassezza …

Commenta