Roma, 19 gen – Il bunker di Matteo Messina Denaro potrebbe essere stato “ripulito”, ovvero privato di oggetti e documenti importanti prima che le autorità lo trovassero. Difficile pensare il contrario, soprattutto facendo mente locale sulle tempistiche.

Il bunker probabilmente “ripulito” del boss

Che il bunker del boss sia stato “ripulito” prima dell’arrivo degli agenti ce lo fanno pensare troppi indizi. Anzitutto, le condizioni della stanza, trovata dietro all’armadio dell’abitazione scoperta a poca distanza da quella in cui Messina Denaro ha passato l’ultimo anno: in essa erano presenti diverse scatole, oggetti e altri materiali attualmente analizzate dai Ros. La particolarità però, è il “non contenuto” di molte di quelle scatole, stranamente vuote e difficilmente concepibili in questo stato anche precendemente. Quelle scatole che plausibilmente erano “piene” di oggetti e materiali documentali scottanti, importanti per la prosecuzione o l’avvio di indagini future.

Quarantott’ore di “vuoto”

Il secondo elemento che fa pensare alla “ripulitura” è il tempo. L’appartamento di via Maggiore Toselli 34, a Campobello di Mazara, nascosto dietro a un armadio dal fondo scorrevole, è infatti stato trovato soltanto 48 ore dopo l’arresto del boss, ed è difficile davvero pensare che in questo lungo lasso di tempo sia rimasto “immacolato”. La casa, messa a disposizione di Messina Denaro da Errico Risalvato (peraltro, ex consigliere comunale di Castelvetrano), è dunque rimasto aperto alle possibilità di “trasloco” di documenti importanti per troppo tempo. Una storia già vista nel 1993, quando successivamente all’arresto di Totò Riina venne perquisita la sua villa solo molto tempo dopo. Tanto che molti, non a torto, la definirono e la definiscono tutt’oggi una “perquisizione mancata”.

Alberto Celletti

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