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Beppe Grillo è un fantasma, ma il M5S gli rinnova il contratto da 300mila euro

by Alessandro Della Guglia
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Roma, 19 gen – Qual è il ruolo effettivo di Beppe Grillo nel Movimento 5 Stelle? Mistero della fede nei cinque corpi celesti. Da troppo tempo il guru fondatore si limita a qualche post social e a osservazioni criptiche sul suo blog, a suon di linguaggio onirico. Gli ultimi anni, il comico li ha passati in sordina, da maschera rassegnata, arrendevole, impietrita di fronte alle lotte intestine di un movimento annichilito e sfilacciato. Poi l’illusione della risalita, con il dignitoso risultato centrato il 25 settembre. Nulla più. Eppure, nonostante il distacco dalla politica attiva mostrato in questo lungo periodo, Beppe Grillo potrà contare ancora sul contratto da 300mila euro stipulato con la sua creatura.

Così Grillo incasserà ancora 300mila euro dal M5S

Una lauta consulenza da garante per la “comunicazione” dei Cinque Stelle che Giuseppe Conte sembra proprio intenzionato a rinnovargli. Di conseguenza, Grillo incasserà di nuovo i 300mila euro annui che il Movimento generosamente gli fa pervenire. Questo almeno stando a quanto riportato da Lorenzo De Cicco su Repubblica, secondo cui, tuttavia, sarebbero crescenti i malumori tra i grillini nei confronti del di Grillo. Come mai? Essenzialmente per due motivi: l’assenza del fondatore dalle ultime campagne elettorali (in particolar modo quella per le politiche) e la scarsa mole di contenuti pubblicati sul suo blog, peraltro come sopra accennato compaiano sempre gli stessi vecchi post, assai criptici, che poco sembrano avere a che fare con la reale attività dei pentastellati in Parlamento.

La volontà di Conte

Perché allora Conte si starebbe imputando per rinnovare il contratto a Grillo? Probabilmente per evitare di subire troppe “pressioni” e manovre “di disturbo” da parte del focoso guru, avendo così più campo libero. Ma non è tutto, perché è possibile che l’attuale capo politico del M5S – come si vocifera da tempo -, voglia garantire paghe da consulenti dei gruppi parlamentari anche a celebri ex come Vito Crimi e Paola Taverna. Di qui altre, inevitabili, polemiche interne al Movimento.

Alessandro Della Guglia

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