Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 feb – Le attirarono nell’abitazione di un amico, nei pressi di Cantù (Como) con il pretesto di passare un pomeriggio in compagnia. Ma una volta giunte sul luogo, le quattro ragazzine vennero chiuse con la forza nell’appartamento, per ore, mentre una di esse veniva stuprata da cinque giovanissimi immigrati. Il classico «branco», come si usa dire nelle fredde telecronache dei tg, perché effettivamente di comportamento bestiale si tratta. Il fatto avvenne lo scorso luglio, ma giovedì mattina un’ordinanza ha portato all’arresto dei ragazzini, due minorenni e tre diciottenni, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona e lesioni personali, oltre che di detenzione e traffico di droga. Le parole del giudice non lasciano spazio a dubbi: «Hanno agito come animali che aggrediscono la loro preda».



«Come animali»

I cinque giovani sono tre albanesi e due marocchini, studenti, e in base alle ricostruzioni degli inquirenti avrebbero invitato a casa di uno di loro le quattro adolescenti, allora tutte minorenni, di Como. Una vera e propria trappola premeditata, perché una volta entrate in casa i cinque stranieri avrebbero chiuso la porta a chiave, senza dare loro scampo, minacciandole e impedendo loro di gridare o avvicinarsi alle finestre per chiedere aiuto. Tre delle ragazzine sono state segregate in una zona della casa mentre la quarta, sola, inerme e terrorizzata, ha subito per ore violenze sessuali dal gruppo. La giovanissima, che in un primo momento aveva tentato di ribellarsi, è stata addirittura morsa. Le adolescenti sono state “liberate” dopo oltre tre ore. La violenza è venuta allo scoperto solo dopo alcuni giorni, quando le giovani hanno avuto il coraggio di raccontare ai carabinieri l’agghiacciante vicenda: subito è stata avviata una delicata indagine per raccogliere le testimonianze delle vittime e altri elementi utili a ricostruire la violenza. Giovedì mattina, gli arresti.

Black Brain

Cristina Gauri

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteServizi segreti: “Riduzione navi Ong duro colpo per i trafficanti”
Articolo successivoReddito di cittadinanza, l’Inps pubblica il modulo per la richiesta
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Ma no,ma che dite?quelli sono disperati vhe scappano dalla guerra e fame,che subiscono torture nei campi libici,ma che dite,dobbiamo essere accoglienti,si mobilita tutta la sinistra tutte le toghe per processare un ministro cattivone ,e poi voi dite che sti poveri disperati vengono in.italia a fare ste cose.na dai.razzisti siete.(ovviamente il mio commento e a senso sarcastico,per lo schifo e la vergogna che certi poteri hanno ridotto questa nazione.bravi,continuamo cosi.)purtroppo sono bestie e per tali vanno trattati,non e questione di razzismo e questione di civiltà che non.hanno.

Commenta