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Roma, 22 mar – “Ci serve tutto, anche il vaccino cinese per arrivare a 40 milioni di immunizzati a giugno“: Pierpaolo Sileri non ha dubbi, la Ue non si può permettere di dire no al vaccino Sputnik. Il sottosegretario alla Salute – che giudica il siero russo “utilissimo” – è convinto che “entro la fine di giugno i due terzi di coloro che vogliono vaccinarsi avranno ricevuto almeno la prima dose. E a metà del prossimo mese registreremo un sensibile miglioramento, con una riduzione dei ricoveri. Termineranno le zone rosse nelle regioni”. A patto però che arrivino le dosi promesse.



Sileri è ottimista: “Le fiale stanno arrivando, c’è un ritardo di qualche giorno”

In una intervista al Messaggero, Sileri è convinto che il piano vaccini non subirà grossi ritardi. “In aprile non ci sarà alcun rallentamento. Le fiale stanno arrivando, ora c’è un ritardo di qualche giorno, ma siamo già vicini a 10 milioni di dosi consegnate e 8 somministrate. Da aprile conteremo su rifornimenti aggiuntivi Pfizer-BionTech e arriverà il vaccino di Johnson&Johnson, diciamo nella terza decade del mese”. Ipotizziamo, realisticamente, di ricevere 15 milioni di dosi al mese – sostiene il sottosegretario alla Salute -. Si può affermare che quanto meno entro la fine di giugno, saranno stati vaccinati con la prima dose almeno altre 30 milioni di persone che si aggiungeranno agli oltre 10 con cui chiuderemo marzo“.

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Per il sottosegretario alla Salute il problema è che le regioni non viaggiano alla stessa velocità

Ma il piano vaccini non procede a velocità uniforme su tutto il territorio nazionale. anzi. “Questo è il vero problema: ci sono regioni come il Lazio, le Marche, l’Emilia Romagna e il Veneto che stanno andando veloci. Altre come la Lombardia in cui, in alcune province, in alcune aree, le cose non vanno bene per niente – continua Sileri -. Se facciamo un confronto tra le grandi regioni, non c’è dubbio che il Lazio stia vaccinando molto meglio della Lombardia. Problemi mi vengono segnalati anche dalla Calabria, dove ci sono guai con i sistemi di prenotazione su cui sta intervenendo il commissario”.

“Sputnik utilissimo, ma ben venga pure Sinovac, il vaccino cinese”

E il vaccino Sputnik V? “Utilissimo, ovviamente solo dopo l’autorizzazione dell’Ema. Ben venga Sputnik, ma ben venga pure Sinovac, di produzione cinese. Ci può essere anche un’autorizzazione emergenziale di Aifa, ma in quel caso si potrebbe ragionare su un numero più limitato di dosi. Non dobbiamo accontentarci di quelle che abbiamo, se riusciamo a velocizzare la campagna vaccinale con forniture aggiuntive, il risultato sarà ottimo. Dobbiamo anche puntare alla possibilità di produrre in Italia i vaccini – conclude -, visto che è plausibile che la campagna di immunizzazione debba essere ripetuta ogni anno come avviene per l’influenza”. Quindi, dipendesse da Sileri, oltre allo Sputnik, utilizzeremmo pure il vaccino cinese.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Sileri, hai compreso che le corna necessitano di molta vasellina, ma sul sino-mazziati…, no grazie! Troppo è troppo!

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