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Roma, 22 mag – All’indomani dello scandalo della chat delle toghe rosse contro Salvini, al vaglio degli inquirenti di Perugia in merito all’inchiesta sul Csm, da più parti – compresa la maggioranza giallofucsia – si prende atto della gravità dell’episodio fino a ragionare in termini di riforma del Consiglio superiore della magistratura. E se il leader della Lega, bersaglio di Palamara e soci togati – “bisogna attaccarlo anche se ha ragione” – quando era ministro dell’Interno ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella – “Contro di me un’offensiva, mi venga garantito un processo giusto” -, Carlo Nordio, uno dei più noti pm d’Italia, oggi in pensione, non si dice stupito: “È da 25 anni che denuncio questo malcostume“.

Nordio: “Lottizzazione e scambi di favori fra le diverse correnti nell’Anm”

Intervistato dal Giornale, l’ex magistrato fa presente: “Adesso i protagonisti delle intercettazioni sono i magistrati e questo crea grande imbarazzo. Scopriamo ora che anche dentro la corporazione togata c’è un alto tasso di ipocrisia”. Ma di certo Nordio non lo scopre adesso e parla di “lottizzazione e scambi di favori fra le diverse correnti che convivono nell’Anm (il sindacato dei magistrati, ndr). Lo sanno tutti che i meccanismi sono questi. Semplificando, potremmo dire che tutti trattavano con tutti. Specialmente al Csm. Anche su questo versante è da un quarto di secolo che predico la soluzione più semplice: l’elezione per sorteggio dei membri del Csm”.

In merito ai procedimenti contro Salvini, indagato per la sua azione di governo relativa agli sbarchi dei clandestini quando era al Viminale, Nordio non ha dubbi: “Ho sempre sostenuto che quell’accusa, sequestro di persona, non stava né in cielo né in terra e quel capo d’imputazione diventa ancora più incredibile oggi, dopo che il capo del governo ha sequestrato in casa sessanta milioni di italiani per il coronavirus. Ma, naturalmente, non voglio nemmeno immaginare che qualcuno abbia puntato il dito contro Salvini in malafede: sarebbe un sacrilegio“, chiosa l’ex pm.

Calenda: “Quello che è accaduto a Salvini è inaccettabile e gravissimo”

Contro le toghe rosse si scaglia anche il leader di Azione Carlo Calenda: “Quello che è accaduto verso Matteo Salvini è inaccettabile e gravissimo. Un liberale difende i diritti di tutti, illiberali compresi. Sempre”, commenta su Twitter l’ex ministro ed ex dem.

Orlando: “D’accordo con Salvini, Csm va riformato”

Toni molto più morbidi ma comunque critici per il vicesegretario del Pd Andrea Orlando: “Francamente, non erano i magistrati che indagavano su Salvini e siamo di fronte a una chat nella quale si valutano questioni di carattere politico generale. Dopodiché, non emerge uno spaccato particolarmente bello“. “Io credo che ci sia una seria riflessione, e su questo sono d’accordo con Salvini, su come riformare il Csm. Perché credo che ci siano dei meccanismi emersi che vanno affrontati”, ammette l’ex ministro della Giustizia.

Insomma, a sentire gli esponenti del centrosinistra, le “toghe rosse” e la politicizzazione dell’azione della magistratura sono una novità, una sorpresa inedita. Speriamo che data la gravità dell’episodio – uno dei tanti emersi nell’inchiesta sul Csm – Mattarella davvero intervenga per chiedere una vera riforma della magistratura.

Adolfo Spezzaferro 

5 Commenti

  1. lacrime di coccodrillo? probabile: se davvero sono così indignati, da dove veniva tanta foga nel concedere l’autorizzazione a procedere?

  2. Nihil novi sub solem. Chissa’ come – correvano gli ultimi anni ’60 o i primi ’70 – il Dott. Luigi Bianchi d’Espinosa (guarda caso: NOBILE ed ex-partigiano) se la prendeva violentemente con noi appena alzavamo un dito (o – peggio – la mano tesa, ma questo non si puo’ dire…) e chiudeva entrambi gli occhietti quando a fare le ‘birichinate’ erano i giovani della FGCI… di cosa stiamo parlando, cinquant’anni dopo?

  3. Orlando è pur sempre quell’ondivago che riconobbe d’essere stato ricattato dalla UE, salvo poi nulla mutare nel proprio indirizzarsi al merito. Calenda invece ne approfitta per fare la consueta passerella: “Un liberale difende i diritti di tutti, illiberali compresi. Sempre”. Al solito, paiono maggiormente interessati e mossi dal ricercarsi un quadratino al sole.