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Sospensione prof rossa, la sinistra in rivolta: “Perché lei è stata punita e CasaPound può parlare?”

by Cristina Gauri
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Palermo, 17 mag – Scatta la protesta di sindacati e politici dell’area progressista il giorno dopo la sospensione della professoressa Rosa Maria Dell’Aria: ricordiamo che l’insegnante dell’istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III di Palermo è stata colpita da sospensione di 15 giorni a stipendio dimezzato per non aver vigilato sul lavoro dei suoi studenti che, in occasione della Giornata della memoria avevano presentato un video in cui le leggi razziali venivano accostate al decreto Sicurezza. La “kultura”, si sa, è l’ultimo feudo che la sinistra non è ancora riuscita a farsi strappare e bisogna difenderlo con le unghie e con i denti – ma più spesso, con la censura. Così, le segreterie palermitane di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals della Sicilia hanno organizzato un sit-in davanti all’Iti Vittorio Emanuele III. Lo slogan: “Difendiamo la scuola della Costituzione”.

Plauso grillino

Intanto l’iniziativa incassa il plauso dei senatori pentastellati in Commissione Cultura: “Che gli studenti si siano mobilitati davanti la prefettura a sostegno di Rosa Maria Dell’Aria, la loro docente ingiustamente sospesa per 15 giorni dall’insegnamento per non avere censurato il loro lavoro, è un gesto encomiabile che suscita orgoglio e speranza”, si legge in una nota. “Siamo quasi tutti insegnanti e se fosse successo a una o uno di noi un fatto così grave, una sanzione disciplinare per aver fatto il nostro lavoro in modo corretto senza reprimere la libertà di uno studente, la solidarietà e il sostegno degli studenti sarebbero stati la consolazione più grande”. E conclude: “Questo deve insegnare la Scuola: autonomia di pensiero e il coraggio di agire come cittadini liberi in difesa di idee e valori“, concludono.

Il commento del ministro

“Mi sono fatto mandare le carte per valutare anch’io la cosa”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. “Non c’è un commento politico, perché gli uffici per i provvedimenti disciplinari sono presenti in tutti gli uffici provinciali e agiscono secondo le norme che prevedono, in questo caso, le sanzioni”, spiega, precisando che quella presa “è una decisione autonoma dell’ufficio scolastico provinciale. Io non reputo niente, perché finché uno non vede le carte, non può giudicare”.

Alla fine è sempre colpa di CasaPound

Non poteva certo mancare il commento del segretario del Pd Nicola Zingaretti. Testimonial di una sinistra alla frutta, non gli è parso vero di poter inserire nel discorso CasaPound Italia, il capro espiatorio preferito dai progressisti dello Stivale: “Fatemi capire. In Italia CasaPound deve essere libera di dire e fare quello che vuole. Mentre un’insegnante deve essere sospesa per le opinioni di un suo studente che critica Salvini e le leggi varate dal governo Lega-5Stelle. Ma siamo pazzi? – ha twittato – Questa insegnante deve tornare subito al suo lavoro”. Alla fine, insomma, è sempre colpa del movimento delle tartarughe frecciate.

Cristina Gauri

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2 comments

CN250 17 Maggio 2019 - 3:14

Forse la frase più appropriata sarebbe stata: liberiamo l’Italia dai cattosinistratibuonisti per avere un’Italia migliore.

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Andrea 18 Maggio 2019 - 4:29

Zingaretti è arrivato alla frutta, è troppo ottuso!

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