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Roma, 17 mag – Adesso Luigi Di Maio per attaccare Matteo Salvini arriva a giustificare i centri sociali. Sì, perché il capo politico del M5S, intervenuto ad Agorà su Rai3, ha dichiarato: “Se la Lega smette di fare l’ultradestra che poi scatena i centri sociali che pari sono per comportamenti, allora io rientrerò nell’evitare di far notare dei comportamenti che non condivido“. In sostanza, gli scontri di ieri a Napoli tra esponenti dei centri sociali e dell’estrema sinistra, proprio in occasione del vertice sulla sicurezza con Salvini, per il pentastellato sarebbero la diretta conseguenza delle posizioni di ultradestra della Lega e del suo leader, il ministro dell’Interno. Di Maio è convinto che se Salvini non abbandonerà certe posizioni “si andrà avanti anche dopo il 26 maggio. Non si può pensare che questa è una strategia elettorale. Semplicemente da quattro mesi la Lega si è spostata su posizioni più estreme, più a ultradestra“. Infine il vicepremier auspiica che “dopo il 26 maggio la Lega dismetta i panni dell’ultradestra e che si torni a ragionare con serenità”.



Anche Bonafede vagheggia di ultradestra

Se dovesse vincere e arrivare al potere un’ultradestra sarebbe un problema perché loro sono per l’austerità e anche perché l’Italia prenda tutto sulle proprie spalle il problema dell’immigrazione”. Così il ministro pentastellato della Giustizia Alfonso Bonafede, intervistato a Unomattina su Rai1, esprime la sua preoccupazione sull’avanzata sovranista in vista delle Europee. Il ministro spiega poi che il M5S “deve riuscire a ottenere un numero di voti tale per essere l’ago della bilancia ed impedire derive sia verso l’austerità sia verso una chiusura sul problema dell’immigrazione”. Insomma, che cosa non si dice pur di recuperare qualche voto. Attaccare la Lega per presunte posizioni di ultradestra, condannarla per la presunta nuova tangentopoli lombarda è una ben precisa presa di posizione da parte dei 5 Stelle. La posizione della sinistra. Ma gli elettori di sinistra voteranno a sinistra, non il M5S. Forse a questo Casaleggio e chi consiglia Di Maio non ci hanno pensato. A meno che la strategia non sia soltanto quella di far vincere un po’ meno la Lega. E anche questo però ricorda le crociate anti Berlusconi (magari con l’aiutino delle toghe rosse) della sinistra.

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4 Commenti

  1. Dal sito maurizioblondet.it a proposito dei m5s e Di Maio;
    titolo;IL PUTSCH DELL’ONESTA’
    ………”“La scelta è fra NOI e la corruzione”. NOI non abbiamo più bisogno di presentare un programma alla nazione, perché NOI siamo gli onesti. Perché “IL TEMA VERO” non è che le nostre leggi e programmi di decrescita bloccano l’economia in recessione, che il reddito di cittadinanza è un fallimento, che non sappiamo cosa fare in nulla; “IL TEMA VERO” è l’onestà. Non si può scegliere fra due programmi, ma si deve scegliere fra onestà e corruzione. Il TEMA VERO non è la crescita, non la UE, non l’euro, non l’oligarchia euro-tedesca che spadroneggia; non se noi stiamo con Draghi e Mattarella o con gli euroscettici. Quelli non sono temi veri. Il tema vero è la corruzione e dovete stare con NOI perché “NOI la dobbiamo arginare”….

    Ora, questo è un golpe. Il golpe dell’Onestà, che abbiamo già visto in passato, e sembra funzioni ancora. Quando voterete il 5Stelle, voterete l’ONESTA’, una condizione mistica di purezza, ma non chiedete il programma.”

  2. L’ ultradestra è per l’austerità, dicono i grullini! Ma se Di Maio ha detto che dobbiamo rispettare Mastricht e non sforare il 3% di deficit(numero peraltro inventato di sana pianta da Mitterand)! Pur di restare sulla poltroncina strapagata da noi dicono tutto ed il contario di tutto.Il grado di impreparazione e demagogia di questi è veramente allarmante quando si pensa che rappresentano un paese di 60 milioni di abitanti!Le oligarchie straniere e i loro burattini nostrani sono riuscite a farci cadere veramente in basso dopo aver distrutto con tangentopoli nei primi anni 90 i politici che non gli avevano svenduto l’Italia

  3. […] La Murgia esordisce in video con degli occhiali quantomeno discutibili dicendo: “I militanti di CasaPound si autodefiniscono fascisti del terzo millennio, ma forse sarebbe più giusto chiamarli delinquenti del terzo millennio”. La Murgia, non nuova ad exploit di pura ricerca di visibilità (lo sport in cui eccellono gli antifascisti) continua dicendo che “dal 2003, Casapound occupa abusivamente un palazzo di proprietà del demanio, a pochi passi dalla Stazione Termini, in pieno centro di Roma, spesso persone che non vivono in emergenza sociale”. E continua: “La Corte dei Conti ha valutato che la mancata riscossione dei canoni d’affitto ha prodotto un danno erariale di circa 4,6 milioni di euro“. Come ben sappiamo, questo mantra che gli antifascisti orfani di ogni altra argomentazione semplicemente non corrisponde al vero e il calcolo della “perdita” è fuori da ogni realtà, come non corrisponde al vero il presunto mancato pagamento dell’utenza Acea. Ci piacerebbe, poi, sentire dalla Murgia due parole sui rave illegali alla Sapienza, che di certo non sono organizzati da CasaPound, sulle preponderanti (numericamente) occupazioni a “bandiera rossa” e sul giro di soldi e di favori che le contraddistingue in tutta Roma e in Italia, ma sappiamo già – ahimé – che per queste cose gli antifascisti non si spendono in appelli. […]

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