Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 2 gen – Ha avuto luogo alla fine l’immenso rave di Capodanno organizzato abusivamente sui sette piani di Spin Time Labs, il palazzo occupato in via di S. Croce di Gerusalemme. E’ andato tutto liscio (per gli organizzatori che si sono intascati decine e decine di migliaia di euro tra ingressi e consumazioni – ma è solo una stima approssimativa, tanto chi mai controllerà?), nessuno è intervenuto per controllare se vi fossero servizi di vigilanza e uscite di emergenza in uno stabile in cui vivono già 450 persone (di cui molti minori).

Nessuna verifica

Nessuno ha verificato se vi fossero licenze per spettacoli danzanti, per la vendita di alcolici e di cibo, se l’organizzazione fosse in regola con la Siae. Il gigantesco party ha avuto luogo nonostante la diffida del questore, ospitando – si stima – quasi 5mila persone, per un giro di affari di 80mila euro, tutto esentasse. Venti euro di ingresso per chi arrivava prima di mezzanotte e voleva consumare il cenone; dieci euro per tutti coloro che arrivavano dopo. I biglietti, sfacciatamente in prevendita sul web.

Il resoconto

Il resoconto della nottata lo ha stilato stamane il Messaggero: come previsto, il Capodanno è passato tra risse, malori, proteste dei vicini esasperati, degrado, fiumi di droga, minacce di denunce per truffa, un tam tam di chiamate al 112 e al 118. 

Le grane iniziano poco dopo mezzanotte: centinaia di persone sono confluite all’ingresso in via Statilia per trovare i cancelli chiusi. Molti degli avventori, che avevano acquistato la prevendita del biglietto sulla piattaforma Eventbrite, si sono accalcati per ore lì davanti, attendendo invano di potere entrare. Il 2020, per loro, è iniziato con una fregatura, e per tanti è arrivata la decisione di tornarsene a casa, tra spintoni, persone che cadevano a terra, una rissa (la sala operativa della Questura è stata allertata alle due di notte) e un 22enne colto da malore per ebbrezza. Il tutto senza uno straccio di servizio d’ordine, nell’anarchia e nell’insicurezza totale.

Le lamentele social

«Sono qui fuori dall’01.30 ed ora sono le 5: il cancello è chiuso – è il messaggio di un ragazzo sulle pagina Facebook dell’evento – Fortuna che non sono stato truffato, come gli altri, con l’acquisto del biglietto! Ed Eventbrite non rimborsa la sua commissione». «Impossibile entrare, neanche avendo comprato i biglietti online, al limite della sicurezza legale e personale. Voglio il rimborso dei miei biglietti». «Avete rifiutato l’ingresso ad un ragazzo della Guinea». Un fiume di segnalazioni infuriate. Inoltre, viene fatto presente che  su 7 piani che dovevano essere accessibili, solo 3 erano aperti: «Serata vergognosa. Poco dopo la mezzanotte era aperto soltanto un piano e mezzo. File vergognose fuori, con gente al gelo per 2 ore e i cancelli chiusi in faccia, con l’altra cassa per prendere per tutti in giro. Avete spinto la gente contro le barriere, persone schiacciate e pischelle cadute a terra. Chi aveva pagato online se l’è presa in c…, dalle porticine laterali poi però l’avete fatta entrare la gente amica vostra eh… Siete ridicoli».

Tragedia sfiorata più volte

Un mare di scontento e situazioni che potevano sfociare nella tragedia: «Bisognava dare precedenza a chi aveva già comprato il biglietto ed evitare ingorghi di gente appollaiata sui cancelli. Di promesse non mantenute ce n’erano molte. Questo non giustifica ciò che abbiamo visto fuori. Bestie, non uomini che pretendevano di sfondare cancelli, di insultare organizzatori, venire alle mani».

Il quartiere infuriato

La rabbia più grande, quella dei residenti che ormai vivono in ostaggio della clientela dei rave organizzati nella struttura: «Stamattina abbiamo trovato l’urina che, dal portone, era finita nel nostro atrio: per tutta la notte le persone hanno scambiato questo punto per un bagno», scrive un cittadino. «La gente urlava perché avevano chiuso i cancelli, abbiamo visto delle ragazza cadere a terra».

La Raggi? Non pervenuta

«È inaccettabile che l’abusivismo prevalga, impunemente, sulla legalità. La diffida della Questura, benché necessaria, non è bastata a fermare gli occupanti», ha denunciato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di FdI. «Mentre la sindaca Raggi si volta dall’altra parte, il ministro dell’Interno Lamorgese ha il dovere di intervenire, serve una stretta contro coloro che in barba alla legge si fanno beffa sia di chi rispetta le regole che delle Forze dell’Ordine. Hanno trasformato un palazzo di proprietà pubblica in una zona franca dove regna l’illegalità e si ignorano anche le diffide della Questura. La misura è colma, ora si proceda immediatamente con lo sgombero».

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. L’ Hollywood (Mi) dei poveri ritardati per di più in ritardo… Ora e sempre come fottere il prossimo, senza scrupoli per i più deboli. Alla faccia…

  2. Centri sociali cancro d’Italia vanno tolti tutti e mandati ai lavori forzati così capiscono cosa vuol dire lavoro e sacrificio dannati drogati delinquenti parassiti comunisti.