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Berlino, 26 nov – In Germania niente vacanze sulla neve a Natale con divieto dell’Unione europea. A questo punta la Merkel, che chiederà a Bruxelles di vietare le piste da sci fino al 10 gennaio. Nonostante l’opposizione dell’Austria, che invece si prepara alla stagione sciistica. Dopo una riunione fiume di oltre sette ore, la cancelliera Angela Merkel e i 16 Stati regionali hanno deciso di rivolgersi alla Ue, di cui la Germania detiene la presidenza del Consiglio fino alla fine dell’anno.



Non solo stop a vacanze sulla neve, tutte le restrizioni anti-contagio in Germania

Il divieto delle gite sugli sci fa parte delle nuove restrizioni anti-contagio imposte dalla Merkel, come la chiusura di ristoranti, bar o luoghi culturali e club sportivi fino all’inizio di gennaio. “Dobbiamo ancora fare sforzi, il numero di contagi giornalieri è ancora troppo alto“, ha spiegato la cancelliera durante una conferenza stampa. In vista delle vacanze natalizie inoltre “tutti i viaggi d’affari e privati non essenziali, in particolare i viaggi turistici, compresi i viaggi all’estero per la stagione sciistica, dovrebbero essere evitati“, si legge nel testo concordato dalla Merkel con i 16 Lander. “Il governo è invitato a lavorare a livello europeo affinché il turismo sciistico non sia autorizzato prima del 10 gennaio”, precisa il testo.

Italia contro le vacanze sulla neve, Germania contraria e Austria invece a favore

Anche il premier Giuseppe Conte chiede uno stop agli sci a livello europeo. Ma finora ha incassato il secco no dell’Austria. In Francia, invece, il governo ha studiato un protocollo sanitario in caso di riapertura delle stazioni sciistiche. 10 miliardi di benefici economici, 120 mila posti di lavoro stagionali, che raggiunge il 13% delle sue presenze sotto Natale. Vienna invece non vuole sentire ragioni: “Penso che andare a fare sci alpinismo non sia più pericoloso del fare running“, ha tagliato corto mercoledì il cancelliere Sebastian Kurz. “Le vacanze invernali in Austria saranno sicure. Le nostre località dispongono già di procedure di sicurezza complete per le vacanze sulla neve”, ha aggiunto il ministro del Turismo Elisabeth Kostinger.

In caso di stop a livello europeo – che non è una procedura semplicissima, a dire il vero – l’altro nodo da sciogliere è quello dei cosiddetti ristori, per usare un termine caro a Conte. I settori coinvolti nella stagione sciistica vanno risarciti con fondi Ue, in caso di chiusura.

Adolfo Spezzaferro



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