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Verona, 20 mar – Liste di proscrizione online, minacce e inviti al boicottaggio per gli alberghi che ospiteranno i partecipanti al XIII° Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo. L’appuntamento è da giorni al centro delle polemiche del mondo progressista: accusato di promuovere una visione della famiglia non inclusiva, oscurantista, negatrice di diritti, oppressiva nei confronti della donna, troppo patriarcale.

Movimento trans femminista 

E così gli alfieri dell’Lgbt terminale hanno messo in moto la macchina del boicottaggio per tutte le strutture convenzionate con l’evento, e che riguarderò non solo il Congresso ma anche le vacanze pasquali: a promuoverlo, il movimento trans femminista “Assemblea 17 dicembre” che, sostenuto dalle varie comunità Lgbt, parla di “evento internazionale contro le donne, contro gay, lesbiche e trans e contro le libere soggettività e per sostenere un’unica famiglia, quella naturale”.

Le minacce 

“Siamo anche noi nella ‘lista nera’ degli alberghi da boicottare ed è fascista pensare che le mie idee dipendano da chi ospito”, afferma amareggiato Enrico Perbellini, presidente della Cooperativa Albergatori Veronesi. Sorvolando sull’uso improprio del termine “fascista”, non si può dargli torto sul resto. “A qualche albergatore sono arrivate minacce, anche telefoniche, che abbiamo decisamente respinto al mittente: accogliamo i nostri clienti senza alcun tipo di pregiudiziale”, gli fa eco Giulio Cavara, presidente dell’Associazione Albergatori di Confcommercio Verona. Perbellini, che è egli stesso titolare di un albergo, sostiene che vi sia “molta ignoranza, purtroppo. Se si cercano su internet gli hotel gay friendly ne compaiono tanti presenti in quella stessa lista, allora va bene quando siamo gay friendly e non va bene quando arrivano clienti con altre idee?”. E continua, “qui non si mette in discussione il diritto di dissentire, ch’è legittimo. Mi sembra che la maggior parte del mondo delle famiglie, in generale, sia contraria alla discriminazione dei gay”. Ma, prosegue, “dare alloggio è un’altra cosa. Ci sono persone che lavorano nel mio albergo, a loro cosa dovrei dire?”. Per Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del congresso, la situazione è chiarissima: la responsabilità “di questo gioco al massacro è della politica, del M5s e del Pd” che hanno avvelenato il clima “alimentando un odio folle. La libertà di opinione in Italia è gravemente sotto attacco”.

Cristina Gauri

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