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Roma, 8 apr – “Quasi il 40 percento degli italiani ha scelto di dare la propria fiducia ai partiti del centrodestra ai quali oggi spetta, indubbiamente, il compito di formare il governo“. Così recita una nota del centrodestra diffusa al termine del vertice di Arcore tra Berlusconi, Salvini e Meloni, riuniti oggi pomeriggio per concordare “la linea comune da sottoporre all’attenzione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in merito alla formazione del prossimo governo”.
“Gli elementi dai quali i tre leader non intendono prescindere sono: un presidente del Consiglio espressione dei partiti di centrodestra, l’unità della coalizione e il rispetto dei principali punti del programma sottoscritto prima del voto, quali il taglio delle tasse, incentivi al lavoro, il blocco dell’immigrazione clandestina, garanzie per la sicurezza dei cittadini e sostegno alle famiglie“.
“I tre leader – si legge nella nota – rivendicano la necessità che dopo anni di governi nati da giochi di palazzo, il prossimo esecutivo sia rispettoso della volontà espressa dai cittadini nelle elezioni dello scorso quattro marzo”.
Insomma, la delegazione unita che si presenterà al secondo giro di consultazioni al Quirinale, proporrà a Sergio Mattarella la formazione di un governo a guida centrodestra, che si presenti in Parlamento a chiedere i voti necessari alla fiducia su una base programmatica definita.
Insomma, Salvini non molla: il centrodestra resta unito e così vuole proporsi al capo dello Stato, come coalizione di governo. L’offerta è allettante: un premier espressione del centrodestra ma che sia una figura “terza”, un governo di intesa sulla base dei programmi. I diktat di Di Maio qua non ci sono.
Sta a Mattarella decidere per un governo che rispetti in pieno l’esito elettorale (il centrodestra è la coalizione vincente) o che, piuttosto, dia voce al “cambiamento” pentastellato (per evitare che i 5 Stelle, una volta all’opposizione crescano a dismisura per poi sbancare alle prossime elezioni). Staremo a vedere.
Adolfo Spezzaferro



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