Vittoria, 31 lug – Un tunisino di 33 anni, Samir Essalah, ha aggredito i carabinieri che lo stavano inseguendo per arrestarlo in seguito a una perquisizione che gli ha trovato addosso 70 grammi di hashish pronta da vendere. Come se non bastasse anche due italiani, un uomo e una donna sessantenni, sono stati feriti dal tunisino e da alcuni suoi connazionali, per essere intervenuti in aiuto ai militari. Il fatto è successo a Vittoria, in provincia di Ragusa, comune da poco commissariato per mafia. Samir Essalah, l’immigrato spacciatore, è un personaggio noto alle forze dell’ordine. Nel fine settimana il pluripregiudicato, è stato visto in atteggiamento sospetto in una delle piazze della cittadina, luogo privilegiato di ritrovo di molti spacciatori nordafricani.

I carabinieri hanno così pensato di perquisirlo, e avendo trovato la droga in suo possesso hanno proceduto con l’arresto. Ma il tunisino, appena ha capito che stava per essere arrestato, ha tentato la fuga, aiutato da molti connazionali nullafacenti che si trovavano in piazza insieme a lui. Due coniugi italiani che abitano poco lontano dalla piazza hanno cercato di fermare l’immigrato, ma sono stati aggrediti, proprio come i militari che volevano arrestarlo, riportando ferite che sono state giudicate guaribili con una prognosi che va dai 7 ai 30 giorni.

La donna ha riportato la frattura del setto nasale, e uno dei carabinieri ha riportato un trauma cranico con frattura dello zigomo. Solo l’intervento di altre pattuglie delle forze dell’ordine ha riportato la calma, consentendo l’arresto del tunisino. Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, il 33enne è stato dunque rinchiuso nel carcere di Ragusa. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che così si è espresso su Facebook: “Spacciatore tunisino fugge con la complicità dei connazionali. Eroici i due coniugi sessantenni che, per aiutare i Carabinieri ad arrestarlo, sono finiti all’ospedale. Al pregiudicato ‘pagatore di pensioni’ servono galera ed espulsione”.

Anna Pedri

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  1. I due cognugi sono un’esempio da seguire, siamo tutti responsabili quando pensiamo che segnalare ed aiutare le forze dell’ordine a fare il loro lavoro sia inutile.

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