Roma, 31 lug – Altro che ripresa, la disoccupazione è tornata a salire e a giugno si è registrato un record nei contratti a termine. A dirlo è l’Istat, che certifica così come in Italia la stabilità lavorativa sia sempre più un miraggio. Secondo l’Istituto di statistica, infatti, nel mese di giugno la stima degli occupati ha avuto un calo dello 0,2% rispetto a maggio.

I disoccupati sono quindi il 10,9% della popolazione: 2 milioni e 866 mila, oltre 60 mila in più rispetto a maggio. La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Impressionante il calo di dipendenti tra i 35 e i 49 anni: sono 145 mila in un mese. Mentre la disoccupazione giovanile, quella tra i 15 e i 24 anni si attesta al 32,6%. Nel 2007 era al 19,5%.


Di pari passo con la disoccupazione ci sono i contratti a termine: 3 milioni e 105 mila, 16 mila in più rispetto al mese precedente. Tradotto: persone che si vedono sbarrata la possibilità di fare progetti di vita a lungo termine.

L’Istata afferma che sebbene a giugno si registri questa flessione, su base generale il trimestre è positivo, perché ci sono 123 mila lavoratori a termine in più e 75 mila nuovi lavoratori autonomi. Forse, però, l’Istituto dimentica che in Italia la maggior parte dei lavoratori autonomi sono finte partite Iva e i lavoratori a tempo determinato sono precari, cioè futuri disoccupati che quando scadrà il loro contratto non avranno alcuna tutela e alcun ammortizzatore sociale.

Anna Pedri

 

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