Roma, 27 gen – Dopo averne dette di cotte e di crude, Matteo Bassetti ora sostiene che la pandemia è praticamente finita. «Se la situazione epidemiologica continuerà ad essere questa, abbiamo avuto un inverno senza i contorni di una vera emergenza, almeno a livello ospedaliero, ed è arrivato il momento che si esca da questa fase. Abbiamo avuto 26 mesi continui in stato di emergenza, credo che si debba tornare alla normalità. Oggi il virus è endemico e dobbiamo imparare sempre di più a conviverci, questo significa anche non continuare a vivere nello stato di emergenza», ha dichiarato l’infettivologo all’Adnkronos.

Per Bassetti non c’è più pandemia

Che la pandemia sia agli sgoccioli, d’altra parte, lo ha sostenuto anche uno studio di Lancet, e Bassetti lo conferma in base ai numeri registrati: «Per fare cose normali non bisogna dire che serve l’emergenza, il generale Figliuolo può rimanere a gestire la macchina organizzativa senza che ci sia lo stato di emergenza. Ci sono casi, ricoveri, ma il tutto in maniera molto diversa rispetto a un anno fa».  

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Opportuno abolire il green pass

Dire che la pandemia è finita – e che quindi lo stato di emergenza non ha più senso di esistere – equivale anche ad abolire il tanto discusso green pass: «È ora di cambiare atteggiamento verso questa infezione che sta diventando endemica», aveva già affermato Bassetti a Cartabianca. Che poi ha proseguito: «Andiamo verso una fase di endemia che ci porterà nella prossima primavera a raggiungere il 95% della popolazione che sarà protetta o attraverso il vaccino o con l’infezione naturale. È chiaro che a quel livello, forse, continuare con il green pass potrebbe essere non più opportuno, perché chi non si è convinto a vaccinarsi non si vaccinerà comunque».

Elena Sempione

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3 Commenti

  1. Quando la nave affonda, i topi scappano. In realtà i dati relativi a morti e terapie intensive non sono cambiati. È la situazione politica ad essere cambiata. E se la verità verrà mai a galla farebbero meglio tutti (virologi di regime, politici e giornalisti) a nascondersi come i gerarchi nazisti nel dopoguerra

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