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Roma, 23 gen – Il diritto di dubitare è sempre legittimo. Anzi, è persino un dovere, per l’autentico uomo di scienza. La scienza non insegna niente sul mondo in generale. L’unico insegnamento che essa ci fornisce è metodologico: dubita sempre, anche di ciò che ti appare più certo, di ciò che ti sembra incontrovertibile. Un insegnamento difficile da attuare, certamente. Pochi infatti riescono a seguirlo. Anche perché pochi hanno la conoscenza, o forse la coscienza, sufficiente per farlo. Le conoscenze scientifiche sono sempre deboli, labili, soggette a cambiamento. Se non lo fossero sarebbero o tautologie, cioè verità a priori dovute alla struttura del linguaggio, oppure, forse, dogmi religiosi.

Scienziati “superstar” contro il diritto di dubitare

L’intrinseca precarietà della scienza è in contrasto con l’atteggiamento assunto dal mondo scientifico di oggi. Un atteggiamento supponente e prepotente, che tende a bollare chiunque dubiti come ignorante e complottista. Gli scienziati – i cosiddetti esperti, che poco devono essere tali, se siamo nella situazione in cui siamo – sono diventati delle superstar. Il protagonismo scellerato che avvinghia il mondo dagli anni ’80 non risparmia proprio nessuno. Nemmeno chi, in virtù del suo ruolo, dovrebbe dominare le sue emozioni e ambizioni. E in quanto superstar, ascoltati forse anche più dei politici, si permettono di pronunciare sentenze libere, che spesso vanno ad alimentare l’odio contro certe categorie (per esempio, i medici che non si vogliono vaccinare o coloro che, giustamente, rivendicano il diritto di lavorare) e aumentano le già sentite – e pronte a esplodere – tensioni sociali.

Perché tutto questo è possibile? Perché c’è la pandemia. La pandemia è un’emergenza e, come in ogni emergenza, chi sceglie di non adeguarsi alle regole imposte dall’alto viene tacciato di irresponsabilità verso il prossimo e di poco senso civico. I vari “scienziati” che popolano i nostri schermi si sarebbero mai permessi di dire ciò che dicono se non ci fosse una campagna di terrorismo – e di errorismo politico – come quella attualmente in corso?

La nuova censura liberticida

L’atteggiamento di censura non si manifesta solamente, però, sul piano delle notizie che hanno a che fare con la sanità. Oramai esso colpisce anche chiunque osi proporre spiegazioni alternative a quelle fornite dai media mainstream. Per bollare chiunque non si accontenti delle spiegazioni “ufficiali”, chiunque metta in evidenza contraddizioni, palesi o latenti, in tali spiegazioni si usa ora l’etichetta «complottista». Parola che non significa assolutamente niente ma che è ormai usata con nonchalance dagli stessi media mainstream per attaccare chi la pensa diversamente.

La demonizzazione del “complottismo”

Il culto della teoria del complotto e la sua demonizzazione è frutto, come tante baggianate che affliggono il dibattito intellettuale di oggi, degli anni ’70, delle speculazioni dei filosofi e dei liberi pensatori che hanno invaso la scena pubblico-politica a partire dalla seconda metà del secolo scorso. Grandi pensatori si sono dedicati a questo argomento, dando vita a e supportando, forse – e in certi casi quasi sicuramente – loro malgrado, la moderna forma di censura.

Che cos’è, in fondo, il complottismo? La parola «complottismo» viene usata per indicare chi cerca spiegazioni, alternative a quelle ufficiali, che fanno appello a forze o a gruppi o, più in generale, a entità che non sono esplicitamente riconosciuti come parte dei fatti dall’informazione mainstream. Ebbene, questo atteggiamento è non solo legittimo. E’ il fondamento della libertà.

I grandi mutamenti – e spesso i grandi miglioramenti – della storia sono avvenuti scardinando l’informazione ufficiale e cercando, invece, spiegazioni più vicine alla realtà. Coloro che hanno saputo diffondere le verità tenute nascoste dal potere politico – e da media accondiscendenti – sono infatti, giustamente, coloro che vengono celebrati nella memoria collettiva come eroi, come liberi pensatori, come uomini – e donne – giusti. Nelle scuole non si insegna ai giovani l’importanza della verità, del libero pensiero? Come mai, allora, in una società che celebra coloro che si sono ribellati al potere costituito, si attua un boicottaggio spietato nei confronti di chi pone in luce le criticità e le ipocrisie dell’informazione ufficiale? Ecco una bella forma di ipocrisia.

Edoardo Santelli

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1 commento

  1. Gli scienziati di oggi sono marketing superstar perché dottori senza clienti… (parafrasando da un famoso aforisma di D.S.Pitigrilli). Valendo poco o nulla!

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