Roma, 15 mar – Greta Thunberg è una bambina svedese di sedici anni di cui parla Wikipedia, che la definisce “attivista per lo sviluppo sostenibile e contro i cambiamenti climatici”. Questo articolo potrebbe chiudersi dignitosamente qui perché il lettore comprenderebbe la portata del tutto, degli interventi e dell’interventismo adolescenziale di questa bambina che il mondo dei sensibili, degli onesti, dei verdi ossia dell’ambientalismo salottiero ha definito prodigiosa, tanto da candidarla al Nobel per la pace – Ambiente & Energia.

Risulterà più divertente smontare in una paginetta le storie che la bionda Greta va dicendo a tutte le latitudini (ha più appuntamenti internazionali lei di Trump) e per le quali domani gli studenti di tutto il mondo sciopereranno non andando a scuola, preferendovi cortei di protesta contro i fantomatici cambiamenti climatici. Piccola parentesi: il coraggio è tutto nella vita e il buon gusto fa da contorno: avremmo apprezzato la nuda verità ossia la volontà del mondo scolastico di cazzeggiare per una giornata bighellonando per strada, magari accattivandosi quel cascame di professori sessantottini che a scuola si presentano in sandali e apprezzano i gruppettari sedicenni. Invece no, gli ottimi propositi devono esser sempre preponderanti.

Ambientalismo uguale decrescita (infelice)


Dicevamo della ragazzina svedese. Le hanno concesso anche di formulare delle proposte per risolvere i problemi climatici che ci stanno uccidendo. Una sola parola: decrescita, involuzione, passi indietro, ossia niente di alternativo al sistema di progresso dell’occidente del danaro e del libero mercato. Fa da spartiacque la rivoluzione industriale, la quale ha dato il via a una serie di novità prodigiose in fatto di conoscenza e coscienza morale. È del tutto evidente che non si potrà mai avere tutela ambientale senza un cospicuo progresso tecnologico.

Il XX secolo ha visto la più grande crescita della ricchezza e del benessere delle persone. La popolazione mondiale è aumentata di quattro volte e il prodotto lordo mondiale di diciassette. Solo l’era industriale ha dato la possibile di affiancare alle obsolete fonti di energia altre nuove, ossia il carbone, il petrolio, il metano e l’idrogeno. La ricchezza delle persone derivò anche dagli scambi resi più celeri: fino al 1800 i mezzi di trasporto erano estremamente lenti, con le caravelle di Cristoforo Colombo raggiunsero l’America viaggiando a 8 km/h. Prima dell’uso del vapore, le navi erano costruite solo in legno. Una nave arrivava a “costare” seimila alberi. E solo con la creazione di potenti motori si riuscì a evitare il disboscamento, potendo costruire navi in metallo. Pensate a cosa significa progresso oggi: un cavo di fibre ottiche richiede 65 chili di silicio e può trasportare lo stesso numero di messaggi di un cavo di rame di una tonnellata. L’innovazione e il progresso prevedono di per sé il minor uso di materie prime, dunque possiamo affermare che la tecnologia è una via virtuosa dovuta solo al progresso creato dall’uomo.

Però ci assillano con la raccolta differenziata, come se il consumismo facesse affogare la Terra nell’immondizia. All’inizio del 1900 New York aveva assai meno abitanti ma tutti si spostavano a cavallo, i quali producevano nove chili di escrementi al giorno che finivano inesorabilmente in strada. Il parco della reggia di Versailles era descritto come una “cloaca” a causa della sporcizia che vi veniva riversata. Nel 1902 negli Usa la vita media era di 47 anni e le prime due cause di morte erano polmonite e influenza. Le donne si lavavano i capelli una volta al mese con un tuorlo d’uovo e nove adulti su dieci erano analfabeti. Sicuri che il progresso faccia male? Andiamo oltre.

Le contraddizioni del riscaldamento globale

Il 30 ottobre 1973 comparve un articolo sul Messaggero in cui si parlava di una riunione di scienziati i quali avevano decretato che se non fosse stato affrontato il problema ecologico, i ghiacci avrebbero coperto la terra. Strano, oggi il problema si è ribaltato. Gli addivanati ecologisti in cerca di applauso confondono l’effetto serra col riscaldamento globale, come se dal primo derivasse la minaccia dello scioglimento dei ghiacci. Ebbene, senza di esso la temperatura media terrestre sarebbe di -18°C. L’anidride carbonica è tra i gas capaci di trattenere il calore dei raggi solari ed è costantemente accusata di essere prodotta in eccesso dalle attività lavorative dell’uomo. Sapete quanta ne produciamo, in realtà? Il 4,5%. Senza di essa, oltretutto, il processo di fotosintesi non potrebbe esistere.

La temperatura si alza: e sticazzi? Dal 1880 a oggi, l’incremento effettivo della temperatura è stato di 0.6 °C. Nelle sei maggiori città australiane l’incremento in cento anni è stato di 1°C. Andando a ritroso nella storia, troviamo Annibale che nel 218 a.C. attraversò le Alpi con elefanti e un esercito abituato alle temperature africane. Secondo i paleontologi che hanno studiato la civiltà camuna, esistita cinquemila anni fa, la Val Camonica aveva un clima subtropicale. In Valle d’Aosta vi sono i ruderi di un mulino di duemila anni fa a oltre duemila metri di altezza, luogo ove oggi al massimo possiamo sciare. Lo scienziato Antonio Zichichi ha più volte ricordato che nell’ultimo mezzo miliardo di anni la Terra ha perso per ben quattro vuole le due calotte polari. E saremmo noi, brutti e cattivi, a generare lo scioglimento dei ghiacci con le foche e gli orsi tristi e deperiti? Una cifra: il protocollo di Kyoto, siglato da 150 paesi nel 1997, costerà secondo l’IPCC diciotto quadrilioni di dollari ossia 18.000.000.000.000.000 di dollari. Gli ambientalisti conoscono il principio di realtà?

Le foreste sono aumentate

Due cosette sulla deforestazione. A livello mondiale ogni persona può contare su seimila metri quadrati di foresta, rappresentando il regno vegetale il 97,3% della materia vivente. I paesi con maggiori foreste e maggior crescita di piante sono quelli a forte sviluppo. In Italia vi sono stati molti incendi, e nonostante questo la superficie boschiva cresce ad ha raggiunto i 6,8 milioni di ettari. La superficie forestale è di circa otto milioni di ettari. I satelliti hanno registrato un incremento del verde dal 1981 sopra il 40° parallelo. L’Istituto Europeo Forestale ha sottolineato come negli ultimi quarant’anni le foreste in Europa siano aumentate del 43%. Dal 1950 al 1980, l’ANARF ha sentenziato che le foreste in Italia sono cresciute del 31%. Per mostrarvi praticamente come l’ambientalismo talebano sia falso e pericolo, Lester Brown, del WorldWatch Insitute, afferma che in 76 nazioni tropicali ogni anno vengono abbattuti 11 milioni di ettari di foreste. Dato sconvolgente se assunto così. Egli però omette di di riferire che le foreste in questa zona misurano dai due ai tre miliardi di ettari, e dunque il suo dato si avvicina a circa lo 0,6% del totale. E la lista di bufale raccontateci dal mondo d’oro dell’ambientalismo chic sarebbe lunga.

A ognuno le proprie conclusioni, ma evitiamo di demonizzare la solita realtà avanzata e industrializzata, in ossequio a quell’insopportabile senso di colpa e voglia di autoflagellarsi tipico di chi odia sé stesso.

Lorenzo Zuppini

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27 Commenti

  1. Madonna santa, che articolo penoso! Dati buttati a caso, vere e proprie cazzate (non sul piano delle informazione, badate bene, ma su quello della pura logica). Il signor Lorenzo Zuppini farebbe meglio a imparare a leggere e contestualizzare dei dati.
    Detto da un ingegnere, bello schifo di articolo!

    • Ma da chi è pagato questo cervellone???beh di imbecilli ce ne sono diversi che negano x vari motivi .(.sicuramente a pro proprio…)ogni evidenza su quello che è evidente da qualche anno a questa parte…beh. …non diamogli molta importanza… Si sente sopraffatto da una ragazzina che pensa e agisce nella piazza… Lui…davanti uno schermo a scrivere stronzate..buona giornata…

    • Detto da un altro ingegnere: bello schifo di commento e bell’insieme di cazzate radical-chic (molto radical e poco chic, dato il linguaggio, ma ormai il progressismo è questo: dare dell’ignorante a chi non si allinea).

  2. “Ambientalismo uguale decrescita (infelice)….È del tutto evidente che non si potrà mai avere tutela ambientale senza un cospicuo progresso tecnologico” e, sarebbe stato fondamentale aggiungere, con un radicale cambiamento negli abitudini di consumo. Ovvero decrescità (felice o non)….
    A leggere questo articolo – che parte sicuramente da un buon proposito, ma che è fatto a ca*** di cane – sembra che vada tutto bene, “andiamo avanti così”…
    Siamo sicuri che servono proprio dati, titoli allarmisti, e altre teorie scientifiche per rendersi conto che stiamo distruggendo il pianeta con un sacco di cazzate prodotte e consumate inutilmente? Che ci sono troppi esseri umani per la capacità terrestre ?
    Un passo indietro, è, sì, assolutamente necessario.

    • Verissimo, ma non credo sia in contrasto con quanto sostenuto nell’articolo, in cui ad essere contestata è la demagogia ambientalista mainstream, non il fatto che l’ecologia sia una questione reale e seria

  3. E detto ciò? Poniamo anche il caso lontano e utopico che non sia l uomo il diretto responsabile di un riscaldamento globale così violento e repentino, chi sta riempiendo letteralmente di rifiuti l(nel senso più generico del termine) ogni angolo di mondo…? Della cloaca di Versailles non ci é giunto nemmeno uno stronzo invece tra 300 anni ancora ci saranno bottiglie di plastica, flaconi di detergenti, discariche con rifiuti “speciali” e l elenco potrebbe continuare all infinito. Siamo responsabili di smog, inquinamento delle falde, deturpazione del paesaggio… Credo questo sia innegabile e già sufficiente a sentirci responsabili dell aver reso il nostro habitat sempre più inospitale. Decrescere significa togliere, usare meno risorse, ed usarle al meglio in quest ottica tecnologia e ambiente si tengono per mano, se nel senso comune queste due realtà sembrano agli antipodi é solo una triste conseguenza di ciò che é successo negli ultimi decenni.

    • Ma chi sostiene la ragazzina, è davvero disposto a decrescere?
      Specie se dal sistema a crescita esponenziale che si chiama capitalismo trae potere e ricchezze?

  4. Sei affetto da quella patologia incurabile nota come NEGAZIONE DELLA REALTÀ. È evidente che i clima sta pericolosamente cambiando (inverni più freddi e corti, estati torride, eventi estremi, scioglimento dei ghiacciai). I numeri sono quelli. Ed è altrettanto evidente che è l’industriaizzazione e il consumismo ad aver creato questo

  5. ..lo 0,6 è vicino a 1% e il 10% è vicino al 100%…ed è meglio non arrivare al 100%…occorre convincere i “manifestanti” a consumare meno platica, protestando contro chi imballa i propi prodotti con tonnellate di plastica..usare solo prodotti il più possibile biodegradabili..utilizzare la plastica solo in casi estremi ( questo non comporterebbe nessuna decrescita )..ma per ” treccina bionda” & belle ciao conviene fare casino e apparire, senza un reale obiettivo..

  6. Non ho modo di verificare la correttezza dei dati proposti ma, ammesso che siano verosimili, mi chiedo per quale ragione non debba essere sconvolgente pensare che ogni anno viene abbattuto lo 0.6% di foresta tropicale. Percentuale che in realtà aumenta annualmente, se rimane costante il dato degli 11 milioni di ettari persi. A proposito, se tale dato fosse corretto, e se non sbaglio i conti, tale superficie corrisponde a quella di diverse centinaia di città come Milano.
    Quando si parla di rimboschimento inoltre, è necessario tenere presente che gli alberi giovani non hanno la stessa resa a livello di influenza sul microclima, filtraggio dell’aria e stabilizzazione del suolo che hanno alberi di decine o centinaia di anni. La distruzione di una foresta è una grave perdita a prescindere, e per recuperare dal danno provocato ci vuole molto tempo.

  7. Ma chi e che ha fatto sto articolo, penoso, ma di uno schifo totale. Questo è detto da un quattordicenne che non vuole distruggersi il futuro e che sta facendo il possibile nel suo piccolo per non inquinare. Ma veramente volete dirmi che l’ho capito io a cosa stiamo andando in contro e voi “cervelloni” non l’avete capito? Ma fatemi il piacere e togliete questo articolo di merda

    • Appunto che hai 14 anni dovresti tornare a giocare a Fortnite. Fidati, alla tua età si crede di capire molto quando in realtà si capisce molto poco. Arroganza adolescenziale.

  8. Come sostituire la conoscenza scientifica con una malcerte nozioni imparaticce. Veramente penoso. Leggete qualcosa di serio in merito.

  9. Bravo Lorenzo, loro possono criticare ma vede nessuno con fatti solo con insulti.Sono stato al primo Earth Day,dice a tuoi nemici di guardare quanti predizione sono stati fatti 45 anni fa che adesso sembranno redicoli addeso .Scusa la mia Italiano non è la mia madre lingua.

  10. Articolo coraggioso e fuori dal coro……..per cui secondo la pasionaria svedesotta dovremmo tornare nelle caverne e girare con la biga………mentre una razza eletta di spocchiosi ambientalisti sinistri avrebbe il presunto diritto di spargere il loro ignobile verbo incontestato utilizzando ogni mezzo e metodo di locomozione…….. Ma cazzo vogliono queste latrine umane ……… Dovremmo smettere di vivere e tornare nella savana a cibarci di tuberi……….stiamo pagando, noi europei, un prezzo altissimo in nome di un ambientalismo integralista mentre gli eroi del politicamente corretto girano in aereo vomitando cherosene e altra merda varia……….penosi.

  11. Io mi chiedo da dove arrivino tutti quei sacchetti di plastica con vari tipi di immondizia che hanno fatto vedere in tv riversati in mare?! Forse non capisco perché non ho mai lasciato sacchetti sulle spiagge faccio la raccolta differenziata da anni ormai!

  12. Bellissimo articolo! Complimenti!
    Pieno di dati e riferimenti storici.
    I critici di questo articolo sono i soliti troll al soldo maltusiano!
    Siano coerenti, si tolgano dai pieni una volta per tutte, in modo definitivo, se sono veramente convinti delle loro idee.
    Il vero inquinamento è provocato dalle loro insensate flatulenze orali! Queste si che fanno alzare le temperature! Si mettano a studiare prima di parlare, coloro che sono in buona fede

  13. Complimenti ottimo articolo che rende giustizia di tante clima scemenze che si propinano sui media del mainstream. Al solito chi difende la narrativa dell’uomo cattivo che rovina tutto, fa confusione tra salvaguardia dell’ambiente (sacrosanta) e climate change, che è un problema del tutto inesistente.

    0.8 C di aumento di temperatura globale in 150 anni é un dato dell’IPCC ovvero dei professoroni del climate change dell’ONU. Tutti gli altri riferimenti nell’articolo sono corretti e verificabili. Poi ci stanno anche i commenti dei 14enni. Conoscenze zero, ormoni a mille e pretesa di salvare il mondo dai… Loro genitori colpevoli di non dargli una paghetta migliore o di non comprargli l’ultimo videogame. Si faranno uomini anche loro, basta avere pazienza… 🙂

  14. Concordo pienamente con l’articolo. Voglio dire una cosa: non ci sono dati comprovati scientificamente, teorie matematiche e modelli climatici solidi a sostegno del “cambiamento climatico antropogenico” . Solo dati, osservazioni, statistiche. Dov’è il metodo scientifico? Certezze basate su osservazioni? Quindi vedo cento uomini mangiare insalata e basta e deduco che l’essere umano è erbivoro? O magari provo questa affermazione studiando il suo apparato digestivo, la dentatura, il sangue? Di cosa state parlando? Estati torride, corti inverni, i ghiacci si sciolgono= colpa dell’uomo! Quindi l’ultima glaciazione, che è durata così tanto da scavare letteralmente montagne e valli fluviali in tutto il globo è colpa di chi? Delle zebre? O dei conigli? Marte tre miliardi di anni fa era per metà ricoperto da oceani. Ora è un deserto di ferrite. Colpa dell’industria aliena? La verità? Nn ne sappiamo un cazzo del perché il clima cambi. Cazzo, non ci sanno dire manco se la settimana prossima pioverà! Ma va!

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