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Roma, 25 feb – Sempre più a ruota libera Toni Capuozzo; ancora una volta dice la sua sulla presunta epidemia di razzismo che ha permeato l’Italia nei giorni dell’allarme coronavirus, e verso la quale molti paladini della libertà si sono battuti (ieri se l’era presa con il sindaco di Milano Beppe Sala).

L’episodio di “razzismo”

“Adesso- vedi Repubblica Tv – ci sono pure i cantanti che salvano un anziano cinese aggredito da due giovinastri razzisti” scrive Capuozzo sulla sua pagina Facebook, riferendosi all’episodio di razzismo a cui avrebbe assistito Francesco Facchinetti. “Non mi ero accorto di questo pogrom in corso, né al bar cinese sotto casa, né in via Paolo Sarpi, né altrove”.

“Ora faranno le cene per i lombardi?”

“Mi ero accorto solo della distrazione di massa esercitata per settimane, quando avrebbero dovuto predisporre piani di emergenza (chiudere le scuole, ma dove e quali, come rifornire le farmacie di mascherine e i mercati di amuchina, come predisporre le terapie intensive, cosa fare dei trasporti pubblici ecc.)” polemizza il giornalista “e invece ci facevano la lezione sui ristoranti cinesi vuoti e sul pericolo razzista. I cinesi, per conto loro, si sono messi in autoquarantena, spesso hanno chiuso negozi e ristoranti: si sono immolati in un gesto di autorazzismo? E adesso ?” si chiede ancora Capuozzo.

Razzismo verso i vecchi

“Adesso che se fossi un palermitano o un calabrese guarderei con un minimo di diffidenza un pullman di gitanti lombardi, che faranno le anime belle?” si domanda il giornalista. “La notte della cassoela, la serata dei canederli? Tutto questo è tragicomico, anche per chi considera il razzismo una brutta cosa, e un pericolo da tenere a bada dentro ognuno di noi”. E poi una riflessione che colpisce a fondo, considerato che tutte le vittime di coronavirus italiane erano anziane o inferme: “Il fatto è che si sta affacciando un altro razzismo: quello suo vecchi. Su noi vecchi, e specie quelli che per acciacchi hanno difese immunitarie più deboli. Dicono: “Eh, era già malridotto”. “Ma hai visto quanti anni aveva…”. “Già, l’infarto, l’ insufficienza renale”. Sì, di qualcosa bisogna pur morire, anche in un mondo che si è disabituato alla morte, ma questa “l’è il dì dei mort alegher” in un paese dove i bambini sono rari e dove noi vecchi siamo una schiera, anche questo è tragicomico“.

La provocazione di Capuozzo

E di nuovo una provocazione nei confronti dei politicamente corretti: “Cosa faranno le anime belle ? Una cena dei nonni ? Una serata con le dentiere ? Non ammorbateci con la correttezza politica, con le vostre ossessioni pro o contro Salvini”. “Posso parlarne solo perché adesso sono del club, ma anche quando ero giovane, e vedevo che dai posti di guerra andavano forte i servizi commoventi sui bambini, ho sempre pensato, e detto, che a commuovermi erano i vecchi, il cui mondo crollava, senza possibilità di ricominciare, e i bambini grazie a Dio sono più forti” scrive commosso Capuozzo.  “Naturalmente essere cinese e anziano nello stesso tempo, o lodigiano e vecchio, allora è proprio un destino, uno se la cerca. Passerà, e avremo il diritto a una morte normale, che si accorgono in pochi, al bar delle carte o alla bocciofila, e almeno non si fa statistica, è nella natura delle cose”.

Ilaria Paoletti

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