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Roma, 10 set – Vive e lavora da anni negli Stati Uniti, e quindi conosce perfettamente la materia. Stiamo parlando di Elisabetta Canalis, che è tornata a scagliarsi contro il politicamente corretto. La nota showgirl, infatti, ha più volte affidato al suo profilo Instagram i suoi sfoghi contro la cappa soffocante del buonismo. E anche stavolta non ha deluso: «Si cammina costantemente sulle uova per paura di offendere una etnia, una minoranza o qualcuno che si sente emarginato. Il politically correct è partito per difendere le minoranze ma è diventato una caccia alle streghe. E chi non la rispetta, rischia di perdere il lavoro. Perciò in tv si cerca di non avere problemi. Una situazione paradossale che creerà più razzismo, intolleranza e odio».



Elisabetta Canalis contro il politicamente corretto

Insomma, conoscendolo bene per averlo sperimentato nella sua patria d’origine, Elisabetta Canalis non riesce proprio a soffrirlo, questo politicamente corretto. Già lo scorso dicembre, infatti, l’ex velina di Striscia la notizia aveva fatto molto discutere con queste sue dichiarazioni: «La censura buonista del politicamente corretto sta arrivando anche in Italia. Lo dico vivendo in Usa. Un paese vittima di questa ipocrisia in cui fare una battuta ed avere un’opinione che sia diversa da quella del gregge equivale ad essere tacciati di razzismo, omofobia o misoginia». E ancora: «Smettiamola di omologarci al pensiero delle star di Hollywood o di chi ci impone di pensarla a senso unico. Abbiamo un cervello ed un senso dell’ironia che non possiamo reprimere in nome delle etichette che gli altri ti vogliono dare».

Un «bullismo collettivo»

Non contenta, la Canalis è tornata a scagliarsi contro il politicamente corretto anche lo scorso maggio, tanto da meritarsi l’appellativo di «pasionaria (pop) di destra» (Huffington Post). In quell’occasione aveva postato queste parole: «Vedo con preoccupazione persone completamente fuori di testa che ci impongono via social cosa sia giusto o sbagliato, cosa dobbiamo dire o cosa NON dobbiamo, tutto in nome dell’uguaglianza o dei pari diritti». L’accusa era di quelle pesanti: «Vivo in un Paese [gli Usa] dove questo fenomeno sta arrivando all’estremo, spero che la nostra vecchia Europa, con le sue radici e la sua storia, riesca a salvarsi da questa ondata di follia in arrivo, che divide le persone invece che unirle, fomentando un bullismo collettivo, spacciato per difesa dei diritti delle minoranze, che hanno le loro idee e le loro sfumature ideologiche e che non vogliono essere messe tutte sotto lo stesso cappello».

Vittoria Fiore

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1 commento

  1. La Canalis è bellissima e mostra anche di avere un cervello di grande qualità, contrariamente alle tante oche e asini che ci propinano i media, spesso ignoranti se non proprio utili burattini dei poteri occulti

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