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New York, 9 giu –  Il regista della popolare sitcom Friends, Ben Winston, ha risposto alle critiche secondo cui la reunion della serie mancherebbe di “diversità” poiché il cast originale, mantenuto nel seguito, è di soli bianchi.

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Friends, cast troppo “bianco”

Winston, la mente dietro il tanto atteso episodio speciale di Friends, ha riunito le sei star della sitcom Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matthew Perry, Matt LeBlanc e David Schwimmer. Tutti loro, rimasti gli stessi protagonisti della serie originale, sono bianchi. E questa cosa a molti non è andata giù.

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“Quanta diversità volete?”

Il regista di Friends ha dunque seccamente affermato che “il cast è il cast” sottolinenando come questa composizione di attori non sia in discussione. E in un’intervista al The Times, Winston fatto presente che c’è stata molta diversità nella scelta di chi è stato intervistato a proprosito di Friends dal canale HBO Max. “Abbiamo intervistato Malala, Mindy Kaling, i BTS. Ci sono tre donne del Ghana, una che parla di come Friends le ha salvato la vita. Due ragazzi del Kenya. Tre bambini in India“, replica Winston “Che altra diversità vogliono in questa riunione?”

“E’ stato realizzato nel 1994”

Il cast è il cast. Friends è stato realizzato nel 1994. Penso che sia straordinario come resista bene alla prova del tempo” insiste il regista. E quando qualcuno gli ha chiesto come mai alcuni attori neri della serie originale non avessero partecipato, lui ha dissipato ogni dubbio: “Non tutti potevano unirsi a noi”. “Sono davvero contento dello spettacolo che siamo stati in grado di mettere insieme”, ha aggiunto.

“Molto è cambiato”

In un’intervista con The Hollywood Reporter, i co-creatori di Friends Kevin Bright e Marta Kauffman hanno discusso dei problemi della diversità dello show. “Oggi ci sono diverse priorità e molto è cambiato“, ha detto Bright. “È importante che gli spettacoli di oggi riflettano il modo in cui la società è veramente”. “Non avevamo intenzione di avere un cast tutto bianco”, ha continuato. «Neanche quello era l’obiettivo. Ma ovviamente, la chimica tra questi sei attori parla da sé”.

Ilaria Paoletti

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4 Commenti

  1. ma che vadano in quel posto:
    anzichè stressare la gente per quello che dovrebbero fare secondo loro…
    PERCHE DIAVOLO NON SI ARRANGIANO DA SOLI?
    ci mettano dei loro soldi,delle loro competenze e dei loro attori,così
    faranno quel che pare a loro….

    e dopo andremo noi,a rompergli le scatole dicendo che non ci sono abbastanza bianchi,nel loro staff nero.

  2. Non sono tanto le accuse di razzsismo in se stesse, le quali a mio parere fanno ridere i polli, ad essere importanti.
    è il ragionamento “sotteso” ad essere un mostro che distruggerà ogni forma di arte esistente.
    Bisogna dire BASTA.

    Faccio una provocazione al contrario: secondo voi, se un film è di neri, fatto da neri e interpretato da neri, lo considerano razzista? no. Anzi.. magari viene premiato.
    Comunque tutto questo “voler mischiare” non ha senso..
    Provate a vedere molte delle nuove serie tv sulle multinazionali gestite da alcuni degli uomini(e donne) più potenti e ricchi del mondo, tipo Netflix. Si capisce qualcosa? capite dove è ambientato un film senza vedere i palazzi? No… è tutto un “miscuglio” insapore, che non sa di niente, non trasmette niente, non racconta niente. Spazzatura.. altro che arte a mio modestissimo parere.. Ogni forma artistica “libera” è vietata, mentre il “politicamente corretto” diventa “quasi” il punto “centrale” della trama, anche dove non c’entra niente. Infatti quando recensiscono gli indottrinati, poi dicono: guardate, 3 gay, 4 trans, un nero eccetera.. trovi una pagina di recensione così e “due righe” sulla trama, a volte.
    Ovviamente ho estremizzato un pochino il concetto, ma serve per rendere bene l’idea.. di una tendenza.
    Basta significa che: se io voglio vedere un film indiano, non me ne frega niente di vedere un tedesco per il politically correct ad interpretarlo.. se voglio vedere un film turco, è più interessante se interpretato da turchi.. se ha come personaggi persone “bianche”, queste devono “rimanere” bianche.
    Non è razzismo.. è che la serie tv è iniziata così.. bisogna rimanere coerenti al tema, se ci metti un nero che non c’entra un tubo, solo per il Pol. Correct, io per reazione non la guardo più..

    In conclusione: quando ho fatto l’abbonamento su Netflix(ma anche su Amazon et similia si trova roba del genere) pensavo che avrei trovato un catalogo “vario”. Quando ho capito che così non era e che 2 serie tv su 3 vertevano su quel politically correct, in maniera talmente estrema da renderle inguardabili, ho deciso di cancellare l’abbonamento.

    Ora sto guardando serie vecchie da fonti alternative.. mai fatto una scelta migliore.

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