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Roma, 3 ago — Nello schizofrenico mondo delle piattaforme social è sufficiente un post di qualche riga per passare da paladini della fluidità di genere a nemici giurati della causa femminista e fiancheggiatori del più becero patriarcato: è quanto è successo a Madame, la giovanissima cantante veneta amata dalle ultime generazioni e arrivata all’orecchio del grande pubblico dopo la sua partecipazione all’ultimo festival di Sanremo.



Madame fa rosicare le femministe

Di Madame, che si dichiara apertamente bisessuale e fa della fluidità di genere la propria bandiera, di tutto si può dire tranne che accusarla di antifemminismo. Simbolo del conformismo della Generazione Z che rifiuta le etichette di genere, invoca l’inclusione in ogni ambito e si oppone alle discriminazioni vere o presunte, non ce la vediamo proprio nei panni della «maschilista». Eppure è bastato un post di elogio del genere maschile pubblicato nelle storie Instagram per far sì che la cantante venisse sommersa da una shitstorm di proporzioni epiche portata avanti dalla solita polizei politicamente corretta.

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L’elogio degli uomini

Scrive Madame: «Farò un elogio degli uomini per ringraziarli della loro bellezza, della loro fragilità, della loro forza, del loro amore. Ovviamente ce l’ho già, “farò” inteso come in futuro sarà di tutti». Prosegue la cantante: «Purtroppo involontariamente possiamo maturare una sorta di timore per gli uomini. Il terrore, a volte, dei loro occhi, dei loro pensieri. Ma far di tutta l’erba un fascio è sempre stato lo sport dei superficiali. Gli uomini sono bellissimi. Viva gli uomini, viva i loro corpi, viva le loro anime». Apriti cielo. Piovono subito accuse di avere offeso le donne vittime di violenza — come se tutti gli uomini fossero dei violenti stupratori e le donne non fossero in grado di far male a una mosca — e di non essere abbastanza femminista — come se fosse necessario timbrare il cartellino ideologico di questo o quel movimento.

E lei risponde così

Madame, che avrà pure tanti difetti ma non quello di fare marcia indietro o inginocchiarsi sui ceci quando l’inquisizione politicamente corretta la richiama nei ranghi, ha risposto così agli odiatori: «Il problema di voi amici polemici è che non sapete parlare, ma nemmeno pensare alle cose, ai fatti, alle persone belle e positive che la vita vi mette davanti. Vi concentrate sul sesso, sull’orientamento, sulla provenienza… Non riuscite mai a parlare delle persone!». Poi ha chiosato così: «Ma voi giurati, sapete che il femminismo è la parità dei sessi? Che se non rispettate un uomo siete anti-femministi voi? Sapete che io sono una donna libera e posso elogiare un uomo bellissimo? Se volete sentirmi parlare di una donna perché è più safe alle vostre orecchie, c’è Marea, il mio ultimo singolo, Voce, Nuda e tanto altro».

Cristina Gauri

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