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Sanremo, 13 gen – “Era un desiderio che credevo di non avere più. Avevo allontanato l’idea” dice Levante, al secolo Claudia Lagona, della sua partecipazione. Adesso per fortuna per lei e un po’ meno per noi, il giudice di X Factor parteciperà al festival dei Fiori con il pezzo Tikibombom.

Ribelli al profumo di fiori

Ovviamente a onta del titolo da lei stessa definito “fuorviante” la sua canzone non è un pezzo reggaeton ma segue un altro filone modaiolo tipico dei cantanti nostrani, quello dell’impegno civile. “È una lettera a quattro persone che mi piacciono. C’è la mia visione, la descrizione delle loro fragilità, e poi quella che il mondo ha di loro. È una lettera rassicurante per dire che la diversità è ricchezza” dice la cantante di origine siciliana. “Canto di chi resta indietro ma anche di chi vuole rimanerci, gli ultimi con orgoglio, quelli che si sentono poco capiti, messi in disparte ma si sanno fare forza”. E’ di certo un virus che infetta tutti i giovani indie che si ritrovano a Sanremo; forse si sentono in “colpa” per aver fatto il salto dell’olio Cuore dalla nicchia al mainstream più nazionalpopolare, allora vogliono comunque vestire i panni del ribelle intonando sgualciti canti di “protesta”. “Non si può dire che il Festival fa schifo” dice la stessa Levante “è l’unica manifestazione che offre una visibilità così” ammette candidamente.

“Canto gli ultimi”

I quattro personaggi cantanti da Levante sono tutti simboli delle nuove “categorie protette” oggi in voga: “Un animale stanco, un’anima indifesa, il freak della classe preso in giro perché è una femminuccia e un’anima in rivolta rappresentata da una ragazza criticata perché ha la minigonna“. L’animale stanco non sappiamo dire esattamente cosa sia, l’anima indifesa forse simboleggia coloro che espongono fieramente le “stigmate” di un disagio psicologico, il freak è certamente un ragazzo vittima di bullismo e in ultimo la ragazza criticata per la minigonna (manco fossimo negli anni cinquanta dell’entroterra siciliano) ovviamente il capro espiatorio del maschilismo.

“Contro l’omofobia e i generi”

«Critico l’omofobia, la società che vuole il maschio in un certo modo. È una questione di cultura e di educazione a partire dall’infanzia, dall’insegnare che il blu è per i maschi e il rosa per le femmine, che i primi sono forti e noi quelle deboli»: con una premessa del genere possiamo solo immaginare la banalità del pezzo. “La donna è sempre vista in modo fuorviante: mai abbastanza femmina o troppo. La discriminazione di genere c’è ancora” e anche se non ci fosse è bene inventarla, sennò su cosa può fare le canzoni “impegnate” la cara Levante? “Qui si guarda al futuro” dice ancora la cantante nell’intervista per il Corriere “a quando queste persone troveranno un posto nella società perché sarà normale per un uomo indossare strass e una ragazza non sarà considerata superficiale per la mini“. Il concetto qui è chiaro, tra il panegirico della Jebreal contro la violenza di genere e l’inno contro il patriarcato di Levante il palco di Sanremo si trasformerà in una manifestazione Non una di meno con più abiti di designer famosi e più fiori – perché va bene la lotta al patriarcato, ma senza rinunciare ai lustrini (e ai cachet).

Ilaria Paoletti

7 Commenti

  1. E evidente che i poteri occulti stranieri e loro burattini cercano in ogni modo di smantellare la figura maschile al fine di impossessarsi delle nazioni oramai femminilizzate ed incapaci di qualunque difesa.Oggi il nemico numero 1 dei media burattini dei banchieri è il maschio bianco definito razzista, femminicida, violentatore, omofobo,colonialista, inquinatore e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.Con questa novella hanno veramente rotto i coglioni e speriamo che un giorno tanti maschi incavolati, supportati dalle loro mogli, madri e sorelle, si rivoltino contro questo stato di cose e contro i poteri occulti della dittatura finanziaria che ci ha depredato e schiavizzato con una moneta privata prodotta a costo zero ed esentasse (bankitalia,BCE e le principali altre banche centrali e banche sono entità private che hanno il monopolio della creazione dei mezzi di pagamento!!!)

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