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Roma, 13 dic – Occhio verde seducente, stile casual, carattere difficile e portamento strafottente: Liam Gallagher è uno di noi. O è quello che vorremmo essere. Lo scenario in cui nasce è quello di una grigia cittadina industriale inglese, Manchester. Qui due fratelli, con una condizione famigliare difficile, danno vita agli Oasis: gruppo intramontabile che ha accompagnato una generazione.



No, non è la trama di un film strappalacrime che vuol dimostrare come tutti ce la possono fare. È la vita rockambolesca dei fratelli Noel e Liam Gallagher. Almeno fino al 2009, quando sciolgono la band. Il secondo diventa un irrisolto mentre Liam continua ad essere, fino ad oggi, una Rock and roll star.

Liam Gallagher: il superomismo dello “sfavorito”

Ebbene sì, nessuna simpatia per l’odierno permaloso Noel, invecchiato e declinato verso il bruttume esistenziale, a cui resta da strimpellare Just getting older. Solo amore, invece, per Liam. Lui che è rimasto, nonostante fosse lo “sfavorito”, una Champagne Supernova.

Liam è la rappresentazione emblematica di un superuomo nietzschiano contemporaneo. Tutto in lui è, infatti, superomistico. Dall’accettazione di sé stesso come poeta maledetto che incendia gli animi alla cura del “personaggio” da palco – mani dietro la schiena, gambe divaricate, tronco leggermente in avanti a sussurrare al microfono. Questi gli imperativi categorici del Vate Mancuniano. E poi, ancora, l’attenzione allo stile nel vestire (Liam ha anche creato una linea di abbigliamento, la Pretty Green), trasudante ricercatezza sì, ma disinteressata, che si appoggia per lo più sulla consapevolezza estrema di essere bello e dannato.

Liam ammicca all’estetismo dannunziano e assume appieno le caratteristiche di übermensch del brit pop. A modo suo, è il fondatore di nuovi valori che trovano il loro manifesto nel pezzo Cigarettes & Alcohol: un inno al nichilismo attivo che promuove e accelera il processo di distruzione degli ideali tradizionali per promulgare quello del “abbiamo il mondo in mano e non sappiamo cosa farcene, perché siamo giovani, perché non ci interessa nulla dei progetti a lungo termine” .

Una voce decisamente fuori dal coro quella di Liam Gallagher. Tanto più considerato il politicamente corretto che affligge le vecchie e nuove popstar, ormai ammantate da quel velo borghese che annebbia gli animi delle persone e li iberna in una condizione vomitevole, alla ricerca di impegno stabile precoce, che congela la ribellione tipica dei giovani e che, un tempo, era tipica del rock and roll. A Liam questo non è successo, lui è Sturm und Drang continuo. Basta guardare il documentario Supersonic, uscito nel 2016, per rendersi conto dell’impeto delle sue serate finite in risse. Come sul traghetto per Amsterdam, come la rissa con la polizia a Monaco: Liam se ne sbatte delle regole e anche del decoro.

L’antitesi: il declino di Noel

Tutto ciò mentre Noel ormai da anni decade nell’uomo etico di Kierkegaard. Il mea culpa per gli eccessi del passato lo ha iniziato a fare con Standing on the shoulder of giants, titolo dell’album uscito nel 2000. Col senno di poi per “giganti” si intendevano sì i Beatles ma anche la statura sul palco del fratello Liam. Perché fuor di metafora, il successo interplanetario degli Oasis rispetto ai cugini sfigati Blur è dovuto proprio al fatto che Liam Gallagher piace di più di Damon Albarn.

Si capisce che Liam, l’ilder dreamer di Manchester, la pensa come noi perché non si fa scrupoli nel dire agli altri quanto gli facciano schifo. Insulta il petulante Robbie Williams, accusandolo di essersi venduto alle canzoni di Natale, si incazza quando qualcuno prova a mettere a confronto la sua Songbird con Bohemian rhapsody e se la prende pure con Freddie Mercury, ce l’ha ancora con i Blur – a differenza del fratello – e ancora con i Radiohead.

Liam ha, insomma, un carattere irrequieto che non ammicca a nessuno e non si placa, un orgoglio beffardo che non lo rende schiavo delle logiche commerciali, una carriera musicale ancora brillante: il successo strepitoso degli album As you were e di Why me? Why not infine lo certifica. Il suo fare giovanile mentre intona Stay young mette a tacere le critiche: è con i fatti, con al sua musica, che Liam mostra ormai da anni un bel dito medio, tra il punk e Nietzsche, a chi lo aveva dato per finito dopo lo scioglimento degli Oasis.

Jennifer Gavillucci



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9 Commenti

  1. bellissimo articolo davvero,al netto che questi Oasis hanno fatto solo musica di emme,

    mi aspetto invece,sempre da Manchester,qualcosa sui Joy Division,scritto dalla vostra bravissima Jennifer.

    cheers !

  2. ma sì dai, un fan di Black Lives Matter, Lennon ecc è uno di noi… Vorrei anch’io il “declino di Noel” con ogni suo album al 1° posto… “Insulta il petulante Robbie Williams, accusandolo di essersi venduto alle canzoni di Natale” , ops l’ha fatta anche Liam…”il suo fare giovanile mentre intona Stay young mette a tacere le critiche”, non la fa da 23 anni… è un articolo su un Liam che non c’è più… leggendolo sembra che abbia scritto lui le canzoni… “un orgoglio beffardo che non lo rende schiavo delle logiche commerciali” è compreso anche l’ultimo concerto su internet a 20 euro e con merchandising esclusivo? L’unico vero politicamente scorretto è Noel, contro ambientalismo e tutto. Prova a dire a Noel se con “standing on the shoulder of giants” intendeva Liam… Vabbè ho visto che sei una molto giovane

  3. ma sì dai, un fan di Black Lives Matter, Lennon ecc è uno di noi… Vorrei anch’io il “declino di Noel” con ogni suo album al 1° posto… “Insulta il petulante Robbie Williams, accusandolo di essersi venduto alle canzoni di Natale” , ops l’ha fatta anche Liam…”il suo fare giovanile mentre intona Stay young mette a tacere le critiche”, non la fa da 23 anni… è un articolo su un Liam che non c’è più… leggendolo sembra che abbia scritto lui le canzoni… “un orgoglio beffardo che non lo rende schiavo delle logiche commerciali” è compreso anche l’ultimo concerto su internet a 20 euro e con merchandising esclusivo? L’unico vero politicamente scorretto è Noel, contro ambientalismo e tutto. Prova a dire a Noel se con “standing on the shoulder of giants” intendeva Liam… Vabbè ho visto che sei molto giovane, lo vedi attraverso gli occhi della fan

  4. Liam è sempre stato sincero e soprattutto “SE STESSO”! Non ha voluto creare un personaggio forzato sul palcoscenico, perché lui è veramente così.
    Complimenti per l’articolo!

  5. Quante puttanate e seghe mentali di filosofia spiccia per uno che è semplicemente un tossico nervoso e arrogante come tutti i tossicodipendenti. Addirittura scomodare Nietzsche, D’Annunzio etc.. per uno
    che è semplicemente lo stereotipo vivente del rocker violento e scorbutico. Sembra scritto da una ragazzina innamorata sto articolo, stiamo parlando di uno che sa suonare una chitarra eh, mica di Nelson Mandela o chissà chi.

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