Roma, 20 nov – Per fortuna viviamo in un mondo perfetto. Un mondo in cui a nessun cretino è venuto in mente di continuare la saga di Terminator, il cui secondo capitolo del 1991 oltre a segnare un’epoca è anche un finale perfetto che ha ordinato l’imperativo categorico “sono l’ultimo capitolo, dopo di me non esiste nulla”. Un mondo in cui Charlie’s Angels resta la bellissima serie che, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, ha mandato in onda le tre gnocche intelligentissime, cazzutissime, con personalità da vendere e senza complesso di emancipazione (perché libere ed emancipate già lo erano e non si preoccupavano di rivalse per la loro incapacità sociale) che hanno appassionato tanto le femminucce quanto i maschietti di quegli anni ma anche delle generazioni successive. E sì, dai, anche quei due filmetti con Lucy Liu, Cameron Diaz e Drew Barrymore alla fine non erano malaccio pur scadendo nella troppa demenzialità. Ma se possiamo dire che questo è un mondo perfetto è solo perché ci sono altri mondi là fuori che purtroppo perfetti non sono. E visitandoli con la sparaporte di Rick & Morty possiamo accorgerci di quanta tristezza ci sia nel multiverso.

Fare il seguito di Terminator 2 è un’idea sbagliata a priori

Ad esempio c’è questo mondo orribile dove hanno provato a fare dei seguiti di Terminator 2. Tipo questo film che tu lo inizi e dici “cavolo, è un capolavoro!”, perché nella prima scena appare Kristanna Loken nuda, ma poi ti ritrovi un John Connor sfigato e bamboccione che arriva al Giorno del Giudizio e tu pensi “ma perché Skynet dovrebbe ucciderlo? Se davvero questo coglione diventa il capo della Resistenza è come avere il Pd e l’Anpi che provano a darti battaglia e tu puoi vincere senza fare nulla”. E poi l’altro seguito ambientato durante la guerra tra macchine e umani, un’idea teoricamente geniale e accattivante se tu per 115 minuti non fossi costretto a rincorrere le palle che rotolano per terra dopo essere cadute quarantasei volte.

Poi c’è quest’altro mondo in cui il genio non è stato capito, in cui viene girato un film comico della serie Scary Movie che vuole fare la parodia della saga, mettono anche l’attrice che fa la madre dei draghi a fare la madre di John Connor che grida “Dracarys” quando spara col bazooka con chiaro intento demenziale ma niente, la gente non capisce che è una parodia e lo ha preso come un sequel vero. Sciocchi.

Lotta al patriarcato

Ma forse il mondo peggiore è quello dove si fa finta che questi tre film non siano mai esistiti (saggezza) ma che poi ha provato dopo 28 anni a fare il sequel diretto di T2. Perché al destino non si può sfuggire, se provi a cambiarlo lui ti insegue e quindi se hai impedito il Giorno del Giudizio lui comunque accade qualche tempo dopo, così a buffo. E sempre a buffo il film inizia che John Connor viene ucciso dal T-800 Shwarzy poco dopo gli eventi di T2. E quindi, sempre perché il destino è oscuro, il nuovo capo della ribellione nel futuro che non accade ma deve accadere solo che è modificato diventerà un’altra persona. Chi? Ovviamente una donna, perché mica possiamo ancora campare con questi cliché patriarcali e maschilisti per cui a guidare l’umanità debba essere un uomo. Che in realtà ne è capace perché è stato addestrato da una donna cazzutissima e con le contropalle, Sarah Connor, solo che poi essendo sua madre poi si entra in quel cortocircuito per cui madre e figlio sono una famiglia, che la madre ha partorito, che per farlo è stata ingravidata da un uomo, che i due si sono amati, che lui si è sacrificato per lei e per il nascituro, che lei è protettiva verso il figlio e accetta il suo ruolo di madre e insomma tutte queste cose che fanno molto patriarcato quindi è meglio abbandonarle.

Una donna sarà il nuovo capo della Resistenza, dicevamo, e quindi Skynet manda il nuovo Terminator a ucciderla. Ma chi è questa nuova capa? Una nana messicana. Giuro. E a salvarla saranno ancora Sarah Connor, che non è più madre e quindi fa più femminista, e una donna bionica. La sorellanza, insomma. E la nana messicana ovviamente per salvarsi deve superare il perfido muro che la divide dagli Usa, perché come fai a sapere che tra i clandestini che ti arrivano col barcone non ci possa essere il prossimo nobel per la pace, lo scienziato che curerà tutte le malattie del mondo, il nuovo Dante o il futuro capo della Resistenza? E insomma poi succede che le due donne cazzute (Sarah e la bionica) cercano di addestrare la nana messicana e le danno un fucile d’assalto. Che è enorme e pesa tantissimo e c’è una scena bellissima con la nana che prova a tenere in mano sto bazooka e chiaramente non ci riesce e le due donne cazzute si guardano e dicono “l’umanità è fottuta, ma se lo diciamo in giro è la fine del femminismo”.

Schwarzy salvaci tu

E la cosa bella del film che doveva essere la riscossa della sorellanza e del matriarcato è che le tre donne per poter sopravvivere devono per forza di cose andare a chiedere aiuto a Schwarzenegger. Che però è il T800 che ha ucciso John Connor. Che è invecchiato pur essendo un Terminator, perché gli sceneggiatori non sono riusciti a dare una scusa da normodotati per inserire il settantenne Schwarzy nel film. E che, non paghi della propria incompetenza e ridicolaggine, come scusa per farlo diventare buono, udite udite, hanno tirato fuori che l’assassino cibernetico, la fredda macchina programmata solo per uccidere, che massacra un ragazzo davanti alla madre, che fa fuori passanti casuali pur di uccidere l’obiettivo, dopo aver visto la violenza maschilista di un pischello verso la pischella improvvisamente fa nascere una coscienza e decide di passare dalla parte degli umani. Giuro, è così, testuale testuale. Vabbè capirete bene come il giudizio medio del pubblico alla fine del film sia stato “ma va caghér!” e che il film sia stato uno dei più grandi flop della storia dei botteghini.

Il flop delle Charlie’s Angels colpa dei maschi

Uno dei più grandi, dicevo, perché c’è stato anche di peggio. Perché in quest’altro mondo orribile che ho visitato esiste un film sulle Charlie’s Angels con Kristen Stewart come protagonista. Sì lo so che non mi credete, che pensate che questa storia dei viaggi negli altri mondi sia una cavolata, che non possa esistere un mondo dove fanno fare ancora film a Kristen Stewart, figurati le Charlie’s Angels. Eppure non solo è vero, ma succede anche che l’ovvio flop del film faccia talmente incazzare la regista da farle dire che il fallimento è colpa del maschilismo sessista che non porta gli uomini a vedere i film d’azione al femminile. “Ma Wonder Woman e Capitan Marvel sono stati un successo” ribatte la gente normale. “Eh ma i supereroi sono comunque un genere maschile” risposta della regista. Silenzio in sala, i dottori si guardano senza parlare, basta uno sguardo a dire tutto: “è grave”.

“Ma Alien, Resident Evil, Tomb Raider…” insiste la gente normale. “Maschilisti!” risponde la regista. I dottori intanto preparano le siringhe. E io provo a insinuare il dubbio: “Ma i precedenti film con Lucy Liu, Cameron Diaz e Drew Barrymore erano andati bene… non è che tu sei una pippa come regista e Kristen Stewart una pippa come attrice e che i pregiudizi sessisti non c’entrano nulla?”. Tutti mi guardano attoniti. È vero, dimenticavo, quello succedeva nel nostro mondo, quello perfetto, quello dove le femministe che vogliono abbattere il patriarcato sono solo materiale per meme o esseri in via di estinzione cacciati dalle perfide navi giapponesi e difesi da Green Peace, un mondo dove non possono assolutamente essere prese sul serio e avere influenza sulla cultura generale e sulla società. Per fortuna, noi viviamo in questo mondo perfetto. Per questo faccio ritorno e rompo la sparaporte: meglio non visitare più quei mondi orribili là fuori.

Antonio Severo

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